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venerdì 15 aprile 2022

10 motivi per non acquistare un Suv





I Suv negli ultimi anni sono diventati il modello d'automobile più richiesto dalla clientela mondiale. Inizialmente dalle classe ricche e medio/ricche, successivamente anche dalle classi povere, tanto che oramai perfino gli operai si indebitano pur di averne uno!


Perché i Suv sono diventati così di moda e così tanto desiderati ?!


Principalmente per una questione di "grandezza", non solo estetica, ma mentale. Un Suv comunica grandezza e finta-importanza, tanto quanto lo comunicava 20 anni fa una Mercedes od una Bmw, 2000 o 3000 di cilindrata al cittadino medio.


Se da una parte i Suv, tutto sommato, sono esteticamente belli da vedere e certamente molto sicuri in termini di sicurezza, hanno senz'altro una sfilza di lati negativi che vanno analizzati:


1) Sono INGOMBRANTI.

Vedere tutte quelle neo-mamme, trentenni, arrivare a prendere il proprio bambino a scuola con gli occhiali da sole, e parcheggiando sul marciapiedi pubblico in mal modo, non le rende "fighe", ma ridicole, oltre che maleducate.


2) Il TAGLIANDO costa il doppio.

Un grosso motore richiede più litri d'olio ad ogni tagliando.

Inoltre i Suv presentano costi di manutenzioni più elevati rispetto alle classiche utilitarie. Un classico tagliando, può arrivare a costarvi anche il doppio in alcuni casi e a seconda del modello che possedete.


3) Le GOMME costano di più.

i SUV presentano cerchi che vanno dai 17 ai 20 di raggio.

Questo significa gomme grandi, larghe e più costose.

Inoltre, il peso di questi bestioni, le aiuterà a consumarle più in fretta...


4) Sono PERICOLOSI dati in mano a degli imbecilli.

Nelle mani sbagliate, tipo degli idioti che stanno sempre al telefono mentre guidano...questi bestioni, pesanti e alti, possono rilevarsi anche fatali per chi se li ritrova addosso...Una classica e piccola utilitaria non ne uscirà indenne se tamponata.


5) Dentro sembrate PICCOLI.

Le persone esili e di piccola statura, semplicemente sembrano ridicole all'interno di un Suv. Vedi questa piccola testa spuntare appena 5 cm sopra il cruscotto, in uno spazio interno poco inferiore ad un mini appartamento ed è buffissimo.


6) CONSUMANO.

Al di là dei motori performanti e potenti, il grosso peso di questi veicoli è uno svantaggio in termini di consumo, specie in città e in montagna, dove semafori, rotonde e curve, vi costringeranno ad un continuo cambio di marcia.


7) Non sono affatto "GREEN".

In un mondo attento (..o forse no) all'impatto ecologico dei propri mezzi di trasporto, vi siete mai chiesti quanto materiale richiede la costruzione di un Suv? Gomme più grandi, interni più grandi, scocca più grande, coppa dell'olio che richiede quantità doppie rispetto ad una classica utilitaria.


I Suv costano nella produzione, costano nella manutenzione e costano un domani nello smaltimento...Se siete "green", ecosolidali, sostenibili, non acquisterete certo un Suv per andare a lavorare.


8) E' una STUPIDA moda.

I Suv, sostanzialmente sono nati come "macchine" da signori e signore di classe medio/alta, gente con un reddito decisamente alto rispetto alla plebe lavoratrice. Ora molte case automobilistiche hanno creato Suv per la "plebaglia" a prezzi ridotti e con materiali, ovviamente, più scadenti, perché i Suv sono la moda del momento.

Ma vale davvero la pena indebitarsi per un'automobile ingombrante, dai costi di manutenzioni alti e che tra 2 anni varrà la metà di quello che hai speso?


9) Ingombrano PARCHEGGI.

Quante volte hai imprecato Dio, quando per parcheggiare la tua modesta auto, hai dovuto svolgere manovre chirurgiche per affiancarti a quei grossi e ingombranti bestioni?! Avendo poi 10cm a disposizione per uscire dalla porta?


10) Lunga vita alle macchine PICCOLE !

Ammettiamolo, quando ti trovi davanti un Suv, non puoi neppure fare un sorpasso in sicurezza. La loro altezza ti copre letteralmente la visuale anteriore, costringendoti a sporgerti in continuazione fuori dalla carreggiata per vedere se trovi spazio per un sorpasso.




L'auto piccola è più figa, la parcheggi ovunque, consuma poco, è agile e scattante e soprattutto non rompe i c@glioni agli altri.

sabato 12 giugno 2021

Paul Gauguin - artista ribelle in fuga dalla civiltà moderna

 






Paul Gauguin fu massimo esponente del Simbolismo avanguardista francese ed erede dell’Impressionismo, al quale si affiancò per un breve periodo senza condividerne i soggetti, in quanto non era interessato ai temi di vita moderna. 


Spinto dalla volontà di ritorno ad una naturalezza perduta, prese posizione contro la società industriale e meccanica, iniziando a seguire tendenze anti moderne. Trascorse un breve periodo ad Arles lontano dalla corruzione borghese, rimanendone deluso. 


Scrisse in proposito a Bernard: 


«trovo tutto piccolo, 

meschino, 

i paesaggi e le persone».






Nel 1891 Paul Gauguin lasciò le terre europee e si diresse a Tahiti con un intento quasi antropologico.

Trascorse gli ultimi anni della sua vita lottando contro la missione cattolica e affermando che l’unica vera scuola possibile fosse la natura. Tanto che venne multato e condannato a tre mesi di prigione, non scontati a causa del decesso nel 1903.


Paul Gauguin, artista maledetto, incompreso dalla società per le sue scelte radicali ed anticonformiste. Una vita segnata dal costante bisogno di fuga da un mondo, quello occidentale, che ha avuto modo di conoscere godendo di un agiato stile di vita borghese, con moglie, famiglia e beni. 






Uno spirito libero, il suo, alla ricerca di una vita selvaggia e primitiva che lo porterà lontano dalla civiltà moderna verso terre sconosciute ed incontaminate a contatto con un’arte primitiva, fonte rigeneratrice per molti artisti. L’arte diventerà quindi per lui un assoluto, centro di forza della sua esistenza. 


Il messaggio che si ostina a lanciare alle generazioni future è il diritto alla libertà nell’arte, il “diritto di osare tutto” e la convinzione che la riuscita di un artista non dipenda dal consenso del pubblico.



Gauguin si esprimerà attraverso un’arte ideista, poiché il suo unico ideale sarà l’espressione di un’Idea, simbolista, in quanto esprimerà tale idea per mezzo di forme, decorativa e sintetica. 


Questi insegnamenti vengono tratti dall’arte primitiva “che parte dallo spirito e si serve della natura, che permette quel ritorno al principio che è la meta del Simbolismo”. 


L’artista deciderà poi di proseguire il suo viaggio in un luogo lontano dal mondo, isolato, per ritemprarsi e scelse l’isola di Martinica, dove arriverà ad affermare: 



“Qui c’è tutto per essere felici: 

il mare, alberi da cocco, alberi da frutta 

di ogni specie, una natura ricchissima, 

un clima caldo…”.




Gauguin ci tramanda la semplicità e la dolcezza di una cultura che stava ormai scomparendo in quanto colonia francese. 


Egli intraprese molte battaglie contro i soprusi dall’amministrazione coloniale francese in difesa dei diritti degli indigeni. 


“I primitivi, questi ignoranti, 

hanno insegnato molte cose 

ai vecchi uomini civili, 

istruendoci nell’arte del vivere in modo felice” 





disse l’artista. 

Quest’umanità sembra lasciarsi vivere senza interrogarsi sul senso dell’esistenza mentre la tendenza al filosofare è propria dell’uomo occidentale. 


Nonostante questo, l’inutilità delle vane parole porta queste popolazioni a sentire forte e a vivere una perfetta purezza originaria e libertà in armonia con le forze della natura, come traspare dalla tele dell’artista.



Fonti: https://artblobs.com/


http://www.artspecialday.com/9art/2021/06/07/paul-gauguin-liberta-costrizione/





martedì 16 marzo 2021

Dal Fango all'ossessione per gli igienizzanti.

 




Sinceramente capisco perché molte persone in passato fuggivano il Mondo, ritirandosi sulle montagne facendo gli eremiti, lontani da tutto.


Stare nella civiltà alla lunga ti destabilizza,

tutti questi saluti col gomito, questa gente che ti guarda con gli occhi sgranati e indietreggia se ti vede da lontano senza mascherina, mentre passeggi all'aperto, sotto uno splendido cielo azzurro, con il sole che ti riscalda, mi da da pensare se il matto sono io, o loro che hanno paura di vivere.


Fino a ieri ci si leccava i genitali in camporella, i ragazzi tornavano a casa sporchi di fango, pievi di lividi e con le ferite aperte a causa delle frequenti cadute in bicicletta, le vecchiette leccavano i francobolli prima di appiccicarli sulle lettere da spedire, oggi invece si vive come si fosse sprovvisti di un proprio sistema immunitario, vedo persone che si igienizzano convulsivamente da ogni minimo tatto delle loro mani.


Si igienizzano perché non conoscono più se stessi, non si fidano più dei propri corpi e si sentono totalmente distaccati dal mondo che li circonda.





Oggi moltissimi hanno una grandissima paura di morire, senza rendersi conto che devono ancora iniziare a vivere, tutto il loro tempo è sacrificato alla produzione, al lavoro, il restante lo investono perlopiù davanti la Tv, allo shopping di oggetti spesso inutili che finiranno per non essere mai adoperati.


In questa società non c'è spazio per l'Essere, si finisce per esistere soltanto, per annullarsi un paio di rate alla volta, mentre la vera vita, fatta di amori, amicizie, umanità, scivola via poco a poco.


Quello di cui avevamo bisogno era un'Umanità più umana e invece, grazie alle nostre paure, stiamo finendo per perdere anche quel briciolo che avevamo.






giovedì 8 ottobre 2020

La tragica e tutt'ora attuale lettera di Charles Bukowski sulla schiavitù del Lavoro





Era il 1971 quando Charles Bukowski lasciò il suo tanto odiato lavoro all’ufficio postale. Allora aveva 49 anni e decise di provare a diventare uno scrittore a tempo pieno, aiutato da una assurda proposta economica avanzata da una casa editrice: 

100 dollari al mese per il resto della sua vita.


La lettera di Charles Bukowski:


Ciao John,

Grazie per avermi scritto. 

Non credo  faccia male, a volte, ricordare da dove si viene. 

Tu sai i posti da dove vengo io. Le persone che ne scrivono o ci fanno i film, non ne hanno idea. Chiamano quella vita “dalle 9 alle 5” ma quel tipo di lavoro non è mai dalle 9 di mattina alle 5 del pomeriggio.

Non hai la pausa pranzo in quei posti, perché gli altri dipendenti, temendo di perdere il lavoro, preferiscono non farla. 

E poi ci sono gli straordinari e i registri non sembrano mai dire davvero quanto tempo ti sei fermato in più. E se ti lamenti di tutto ciò, ci sarà un altro sfigato come te pronto a prendere il tuo posto.


 

Conosci il mio vecchio detto? 


“La schiavitù non è mai stata abolita, si è semplicemente estesa a tutti i colori della pelle”.



Ciò che mi fa male è vedere la decadenza costante di questa umanità che lotta per tenere lavori che non vuole ma ha troppa paura dell’alternativa. Le persone sono vuote. 

Sono semplicemente corpi pieni di paure, con menti obbedienti. Non hanno più colori negli occhi. Le loro voci diventano orrende. E così i loro corpi. I capelli, le unghie, le scarpe. 

Tutto diventa orrendo.


Da ragazzo non potevo credere che le persone scambiassero le loro vite per quelle condizioni. Da vecchio uomo che sono oggi, non riesco ancora a crederci.

In cambio di cosa accettano una vita del genere? 

Il sesso? La televisione? Un’automobile a rate? 

Avere dei figli? Figli che avranno la loro stessa misera vita?


 


...Tanti anni fa, quando ero giovane e passavo da un lavoro all’altro, ero così ingenuo che a volte volevo conversare con i miei colleghi: “Hey, ma vi rendete conto che da un momento all’altro il capo può entrare qui dentro e mandarci tutti a casa?”


Loro mi guardavano. Per loro rappresentavo un pensiero che non volevano entrasse nella loro testa.

Ora nel mondo del lavoro ci sono licenziamenti di massa.  Centinaia di migliaia di persone si ritrovano senza un lavoro e sono sconvolti.


 “Ho dedicato a quel lavoro 35 anni della mia vita…”

“Non è giusto”

“Non so cosa fare”


 


La verità è che gli schiavi non vengono mai pagati abbastanza per potersi liberare. Vengono pagati il giusto per poter sopravvivere ed essere costretti ad andare a lavorare ogni giorno. 




Io vidi tutto questo. 

Perché gli altri non ci riescono? 




Immagino che per me la panchina del parco o il bancone del bar andassero già bene. Perché non finire subito lì? Perché aspettare che mi togliessero il lavoro?


 È stato un sollievo enorme uscire da quel sistema di merda. E ora che sono qui, un cosiddetto scrittore professionista, dopo aver ceduto i primi cinquant’anni della mia vita, mi rendo conto con ancora più lucidità di quanto sia disgustoso.


 Ricordo una volta, lavoravo in un’azienda di imballaggi. 

A un certo punto uno degli altri operai ebbe una crisi e disse ad alta voce: “Io non sarò mai libero!” 

Passò uno dei capi lì vicino (si chiamava Morrie) e fece una risata orribile, godendo del fatto che quell’uomo era intrappolato per tutta la sua vita.


 

Ho avuto la fortuna di scappare da quei posti e non importa quanto ci ho messo: mi ha donato una forma di gioia che ha il sapore del miracolo


Ora scrivo con una mente vecchia dentro un corpo vecchio, ben oltre quell’età in cui gli uomini pensano di poter ancora scrivere. Ma visto che ho iniziato così tardi, lo devo a me stesso: devo continuare.


 E quando le parole diventeranno indistinguibili e avrò bisogno di qualcuno che mi aiuti per fare le scale e non riuscirò più a distinguere un uccellino da una clip in metallo, sono sicuro che comunque ricorderò bene come sono uscito dal massacro della vita in fabbrica per riuscire almeno a morire in modo generoso.



 

Non aver sprecato interamente 

la mia vita mi sembra un gran bel successo.



 Charles Bukowski, 1988



mercoledì 15 luglio 2020

Non siamo fatti solo per lavorare come macchine.



Stanchezza fisica e psicologica, ecco come affrontarla - Psicoadvisor

Un modo semplice per sfuggire al ciclo lavoro-consumatore è semplicemente quello di non fare nulla. 

Riesci a trovare cinque o dieci minuti durante il giorno per guardare nello spazio e far vagare la tua mente? 

C'è una bella attività chiamata "sognare ad occhi aperti". 
Quando ero a scuola, mi veniva sgridato per aver guardato fuori dalla finestra e per rifugiarmi in un mondo da sogno. Ma sognare ad occhi aperti è perfettamente naturale ed è guarigione. 





Non siamo fatti solo per lavorare, 
come macchine. 

Siamo stati fatti per pensare e sognare. 
Dopotutto, tutto inizia con un'idea.





Ci sono molti modi per riportare pace nella nostra vita. 
Una semplice strategia è di concedersi la siesta. 

Un pisolino pomeridiano non solo fa miracoli per i tuoi livelli di energia, ma è un grande piacere in sé. Adoro il momento in cui ti allontani dalla coscienza (anche se il momento in cui ti svegli e devi tornare nel "mondo reale" è meno divertente). Sonnecchiare dopo pranzo è un modo meraviglioso non solo per recuperare il sonno perduto ma per intravedere un ricco mondo interiore durante il giorno.

E ancora meglio se potessi trovare un partner per condividere il tuo ritiro dopo pranzo per un languido accoppiamento diurno.





UNA BIRRA AL PUB FA BENE AL CERVELLO Bere con gli amici migliora ...



Caffè, pub e bar sono templi di pigrizia (o almeno lo erano, prima che il telefono e il laptop li invadessero). Sono posti per sedersi e non fare nulla, da soli o in allegra compagnia. 

Forse il più grande lusso conosciuto da uomini e donne è quello di trascorrere un intero pomeriggio in un abbeveratoio perfetto per le foto. Armato di una scorta costante di libagioni liquide, senza fare nulla in particolare.



Vorrei aggiungere qui che il tipo di pace che sto raccomandando non è la stessa della semplice pigrizia. In effetti, iquesto minimo può essere molto utile per la tua vita. 

È quando siamo rilassati che otteniamo buone idee... 



 
La bevitrice di assenzio


Poeti e filosofi hanno bisogno di molto tempo per pensare. 

Wordsworth e Coleridge erano soliti fare lunghe passeggiate epiche nel Lake District e nei dintorni di Exmoor per far muovere le loro menti. Allo stesso modo, il minimo può incoraggiarti a connetterti con il tuo artista o poeta interiore. 

Prova a fare una passeggiata in un luogo particolare che ti piace e dove ti senti ispirato. Porta con te un blocco per schizzi o un quaderno rilegato in pelle per raccogliere scarabocchi, disegni, sentimenti o pensieri che ti vengono spostati per posare.

E se riesci ad aprire una bottiglia di vino mentre ricordi le tue emozioni, tanto meglio...

Tom Hodgkinson è editore di Idler e autore di How to be Idle (Penguin).

L'importanza di essere Inattivi

Lao Tzu, le frasi dello scrittore e filosofo cinese - Frasi Social

Nella nostra cultura sempre attiva, prendersi il tempo di ritirarsi dalle distrazioni della nostra vita può fornire alle nostre anime un nutrimento tanto necessario.

Di Tom Hodgkinson:


I fannulloni sono sistematicamente classificati come sciami di briganti e parassiti buoni a nulla. Se vuoi beneficiare delle offerte della società, allora è meglio che ti alzi presto e passi gran parte del tuo tempo a soffrire. 

Se sei bravo, se lavori molto, molto duramente, allora sarai ricompensato con un po 'di soldi e una vacanza di due settimane all'anno.

Ma fare solo il minimo indispensabile come approccio alla vita ha alle spalle molti noti filosofi che lo raccomandano. 

L'originale, ispiratore,  del non fare nulla di tutto ciò deve essere Socrate. Ecco un uomo così pigro che non si è mai preso la briga di scrivere qualcosa. Non ha addebitato il suo insegnamento perché, immaginiamo, inseguire i suoi studenti per le tasse sarebbe troppo disturbo.





Se vuoi beneficiare 
delle offerte della società, 
allora è meglio che ti alzi presto 
e passi gran parte del tuo tempo 
a soffrire.





Italia: Lettera a Socrate filosofo

Invece il saggio barbuto se ne stava seduto senza fare nulla, contemplando e facendo domande sul mercato. 

Avrebbe inclinato la testa in modo interrogativo e avrebbe detto "davvero?" durante una conversazione. 

Gli piaceva anche bere vino tutta la notte con i suoi amici. E così facendo, ha inventato una nuova scienza del vivere chiamata filosofia, che significa "amore per la saggezza". 

Questo grazie al suo allievo Platone, che era così affascinato da questo straordinario gentiluomo che scrisse tutto ciò che disse.





Elon Musk ha affermato che nessuno ha cambiato 
il mondo lavorando
 40 ore la settimana. 





Bene, Socrate lo ha cambiato lavorando zero (0) ore alla settimana. 

Se una persona esercitasse così tanta influenza sul mondo in modo così supino allora forse dovremmo seguire il suo esempio. 

La vita è davvero fatta di sofferenza e giorni lavorativi di 14 ore? No. 

Dobbiamo trovare il tempo per la filosofia, per pensare, per essere semplicemente.





Lao Tzu, le frasi dello scrittore e filosofo cinese - Frasi Social


Un altro ozioso filosofico fu Lao Tzu, il grande saggio cinese dei tempi antichi. Era un contemporaneo di Confucio. 

E mentre Confucio andava in giro dicendo a tutti di lucidare le loro maniere e comportarsi bene, Lao Tzu inventò una filosofia opposta chiamata Taoismo

Tao significa "la via", e la sua idea principale era "non fare nulla", un'idea espressa nelle due parole wu wei. Invece di forzare le cose nella direzione sbagliata, vai con il flusso.




           Vuoi che tutto sia perfetto? Allora non sgobbare! • ForzasetteLab




La rivoluzione industriale, nonostante tutti i meravigliosi macchinari che portò in Inghilterra, portò a una nuova enfasi sul lavoro per il bene del lavoro. 

La giornata lavorativa si allungava e le nuove mani della fabbrica lavoravano quattordici ore al giorno. 

I lavoratori si staccarono dai loro prodotti: diventarono solo mani per la fabbrica, non creatori...


Il lavoro è diventato semplicemente un mezzo per guadagnare denaro. Nel nostro tempo libero, se avessimo avuto, ci saremmo aspettati di spendere questi soldi per comprare cose. 

Quindi siamo diventati lavoratori di giorno e consumatori nei fine settimana. I nostri impulsi creativi sono stati incanalati nello shopping...

Tom Hodgkinson


lunedì 18 maggio 2020

I Figli del Mondo non amano lavorare

Pragmatici o Sognatori? - Il folle volo di Icaro - Medium


Scrivo questo articolo in difesa di tutte quelle povere anime afflitte mortificate dal senso di colpa che questa società trasmette loro ogni qual volta gli si punta il dito contro accusandole di "non aver voglia di lavorare".

Questa gente, sempre pronta alla critica, dovrebbe capire che da che mondo è mondo sono sempre esistite e, sempre esisteranno, persone che non amano lavorare, proprio come al mondo sono sempre esistite formiche sgobbatrici e cicale dedite alla poesia.




L'esistenza, Dio, Madre Natura, o in qualsiasi modo voi lo chiamate, ha creato sia gli esseri umani nati per lavorare tutto il giorno, sia gli esseri umani "scansafatiche", e ditemi, chi sa contemplare meglio di tutti le meraviglie del Creato?




L'uomo che finito di lavorare arriva a casa e ricomincia a lavorare perché "non sa stare fermo" o lo scansafatiche, che non attratto dalla fatica mondana, s'incanta ad ammirane boschi, mari, monti, albe e crepuscoli?



Parità tra uomo e donna sul posto di lavoro: l'Italia si piazza ...I Figli del Mondo al contrario degli uomini, detestano correre, detestano le fatiche fisiche, cadono in depressione quando vengono rinchiusi tra le mura grigie di una fabbrica, e mentre gli uomini si adattano ad ogni situazione e catena, disposti a vivere come schiavi piuttosto che morire, i Figli del Mondo sono al contrario disposti a morire, piuttosto che vivere una vita insipida.

Bisogna rendersi conto però che uomini dediti al lavoro e Figli del Mondo, sono due facce della stessa medaglia, entrambi indispensabili alla Creazione.




I primi infatti amano lavorare, essere impegnati, fare fatica, e quando stanno senza lavorare trovano la loro vita "vuota", mentre i Figli del Mondo, odiano tutto ciò che è lavoro, mentre amano tutto ciò che è arte, poesia e contemplazione, vivono nel cosiddetto "mondo dei sogni" con la testa fra le nuvole...

Ma in questa società, i Figli del Mondo sono stati trasformati dalla propaganda mediatica come dei parassiti, di cui liberarsene, ecco perché scrivo questo articolo in difesa dei Figli del Mondo, per reclamare il loro diritto a Vivere, per dirvi che uno scansafatiche mai sognerà di imbracciare un fucile e andare in guerra ad uccidere altri uomini, la sua non-produttività non è dannosa per il mondo, al contrario, la sua sensibilità d'animo è la porta verso una società migliore, perché è proprio grazie ai Figli del Mondo che la Natura viene rispettata, compresa e amata.



Un invito alla contemplazione ...
Il lavoratore accanito guarda un albero e ci vede della legna da ardere, una panchina su cui non siederà mai a riposare, un Figlio del Mondo di un albero ci vede un albero, lo ringrazia per l'ombra e il fresco che produce, lo ammira quando d'autunno le sue foglie si tingono di giallo, si sente protetto dalla sua maestosa presenza, in poche parole, è felice dell'albero così dove sta..




I Figli del Mondo dovrebbero unirsi e reclamare il loro Diritto a vivere secondo la propria natura non produttiva, dovrebbero impegnarsi per far riconoscere che non ce nessun errore in loro, non aver voglia di lavorare non è una patologia, non è qualcosa di sbagliato di cui vergognarsene, è semplicemente una disposizione naturale, semplicemente si è più cicala che formica...

Unitevi dunque e fate reclamare il vostro Diritto ad essere ciò che siete, reclamate il diritto al Part Time, o ad un lavoro di 8 ore per un massimo di 2-3 giorni la settimana, ne vale della vostra stabilità emotiva, perché se così non fate rimarrete infelici per tutta la vita, vi sentirete sempre "fuori posto".

Per i Figli del Mondo la vera ricchezza è il Tempo Libero, non l'accumulo e la produttività, difendete dunque la vostra Natura, almeno in questo, non siate pigri !!



giovedì 21 giugno 2018

Mio zio odiava il lavoro, ma amava la vita



Sono passati circa 10 anni dalla morte di mio zio, la sua fu una morte improvvisa, inaspettata, visto che godeva da sempre di buona salute.

Lo trovammo disteso sul suo amato divano a pancia in su, in un torrido pomeriggio d'estate, dopo che i vicini preoccupati per la sua assenza, ci avevamo chiamato per vedere se avevamo sue notizie.

Ricordo che quello era un rovente pomeriggio estivo e quando aprimmo la porta dalla stanza nella quale mio zio giaceva, uscì un nauseante odore di decomposizione che ancor oggi mi rimane impresso.

Immagine correlataEro triste per la morte di mio zio, tuttavia felice per come aveva lasciato questo mondo, in quella posizione d'ozio sul divano, che lui tanto amava. 


I conoscenti subito dissero che era morto in solitudine, no, non era vero, mio zio era morto avendo vissuto la vita che voleva che da un punto di vista sociale possiamo definirla "vita da barbone".





Si, perché mio zio era uno sbandato che viveva in una casa sporca e disordinata, dove accumulava ogni genere di cose, passare tra una stanza e l'altra era praticamente impossibile, la moka del caffé non veniva praticamente mai lavata e gli intonaci dei muri avevano assunto una tonalità nerastra causata dal fumo della fornella a legna dove cucinava e riscaldava casa allo stesso tempo.

A dire il vero mio zio non aveva una casa, ma una sola stanza, piccola, umida e buia e dove il divano era sia sedia che letto...

Certo, c'erano altre stanze, ma lui le usava solo come deposito merci. Il bagno? Fuori uso da molti decenni, dunque per fare i propri bisogni usciva nel bosco sul retro della casa.


Risultati immagini per vivere barboni
Nonostante il suo stile di vita molto fuori dal comune, mio zio era una buona anima, ed era praticamente impossibile trovarlo di mal umore, certo aveva il brutto vizio dell'alcool per cui era anche difficile trovarlo sobrio, ma chi non ha vizi a questo mondo?


Mio zio odiava il lavoro, ma amava la vita.
Dalle storie che sentivo raccontare in famiglia deve aver lavorato si e no, 5 anni in vita sua, ovviamente intervallati.



Immagine correlataLui aveva sempre fuggito il posto fisso, lo stipendio sicuro, le certezze e la sicurezza per abbandonarsi totalmente all'invisibile corrente vitale che sostiene il Creato. Non condizionato da tv, giornali e società, non aveva paura del futuro e quando necessitava di acquistare alcool e sigarette andava a girare la terra in qualche orto del paese, 2-3 ore di lavoro,  per prendere quel poco che gli bastava a vivere la giornata come lui voleva.

Il suo mezzo di trasporto era la bicicletta, niente bollo, niente assicurazione, niente spese di manutenzione, niente revisione, niente tagliandi...

Il cibo se lo procurava rubacchiando qua e là tra le campagne: mele, pere, zucche e ortaggi vari, tutto quello che trovava in più lo raccoglieva, per il resto seccava uva per l'inverno, raccoglieva noci e nocciole, pescava pesci in un lago li vicino, nonostante ciò non l'ho mai visto malnutrito.

Per molti una vita del genere può rappresentare qualcosa di estremo, per me invece è stato un profondo esempio di Libertà, una vita vissuta senza orari, senza regole, senza paura del domani.



Immagine correlataScansafatiche, barbone, sedentario, fannullone, ci sono molti aggettivi che la "gente normale" adotta per gli uomini che come lui che non seguono la cieca via del Dio Denaro, ma laddove le menti mediocri si limitano a giudicare e criticare, io ho scorto la ribellione al nostro modo di vivere, a tutto il nostro correre, produrre e inquinare, a tutto il nostro costruire case sempre più grandi abitate però da gente infelice, che non si accontentano mai, che vogliono sempre di più tentando in tutti i modi di colmare il vuoto da cui si sentono inghiottiti ogni giorno perché non comprendono che è l'esistenza nella sua interezza che va amata.

Mio zio era anarchico e non lo sapeva, non tifava nessun partito politico, non odiava i neri, non si sentiva un patriota, non si faceva influenzare da niente e da nessuno, viveva punto e basta, poteva avere la tv, ma l'ha sempre rifiutata in cambio dei libri che leggeva avidamente.

Un barbone che legge?! 
Si, una barbone che legge e si fa una propria cultura...

E quel divano dove passava i suoi pomeriggi d'ozio, alla fine è diventato il suo trampolino di lancio verso l'Infinito.

Fanculo il Sistema, lui zitto zitto, lo aveva fottuto per davvero il Sistema.

Ciao Zio.


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martedì 6 marzo 2018

Diventare responsabili significa semplicemente adattarsi a lavorare tutta la vita.

Risultati immagini per responsabilità


Ogni giovane sognava di diventare adulto,
ogni adulto sognerà di ritornare giovane,
ancora una volta.

Daniele Reale


Crescere è come salire su una scala mobile, sembra tutto così eccitante, sembra tutto così in salita...la possibilità di prendere la patente ed avere una macchina tutta nostra, veder crescere i seni e la barba, abbandonare la timidezza che tanto ci ostacolava, sentirsi finalmente alla stessa altezza degli altri, guadagnarsi il rispetto con l'aumentare dell'età, poter fare tardi la sera senza essere rimproverati, sono tutte idee che ci siamo fatti quando eravamo giovani e irresponsabili, nel senso che eravamo al mondo ma senza il dovere di capirlo.

Poi siamo cresciuti e una volta giunti in cima alla scala mobile ci siamo accorti che era meglio non avere tanta fretta e farcela a piedi, con più calma...

A 18 anni si diventa maggiorenni e tutti festeggiano felici e contenti la propria autonomia, da quel giorno la gente attorno a noi non farà altro che parlarci di responsabilità, consegnandoci felicemente un pò del peso del mondo sulle spalle.

La bella vita è finita giovani! E' ora che vi tirate su le maniche e andate a lavorare. Questo sostanzialmente significa "essere responsabili"

Si...è tutto qui.

Diventare responsabili significa semplicemente adattarsi a lavorare tutta la vita, poiché quando anche tu sarai costretto a barattare il tuo tempo in cambio di soldi (biglietti che ti permettono di continuare a salire sulle giostre del Paese dei Balocchi) non potrai più fuggire da questo diabolico meccanismo.

Avere un lavoro infatti significa poter acquistare una casa, pagare un affitto, poter aprire un mutuo, poter acquistare del cibo, poter pagare un'assicurazione e un bollo per poter usare la macchina che ti porterà ogni giorno al lavoro, insomma coi soldi potrai essere "autosufficiente", mantenerti ed avere accesso al Paese dei Balocchi (mondo-società-relazioni).

E siccome vivi in un mondo basato sul profitto, di conseguenza esistono lavori di serie A e lavori di serie B (...o meglio Z) perché dal lavoro di serie A che può essere quello di un presidente, di un manager, di un politico, c'è un abisso in termini di stipendio e fatica se paragonato ad un lavoro di serie Z (operaio, impiegato ecc).

La responsabilità oggi non è fare in modo che tutti vivavano sereni e felici, non è creare un futuro gradevole ai nostri figli, non è fare in modo che il cibo che mangiamo sia sano, non è lottare contro la deforestazione e l'urbanizzazione selvaggia, la responsabilità oggi non è nemmeno fare in modo che nessuno sia così povero da dover dormire al freddo su di un cartone nel marciapiede, no, la responsabilità che si intende oggi vuol dire sostanzialmente questo:



"Trovati un lavoro, un qualsiasi lavoro, impara a vivere per conto tuo e vedere quanto è dura fare i conti con bollette, tasse e imposte varie, lamentati quando il loro costo supera il limite della decenza, ma non fare mai nulla per cambiare questo sistema di cose.

Rispetta regole e orari e percepisci il tuo stipendio.
Spendi i tuoi soldi e crediti libero, impara a dire -questa è la MIA casa- -questa è la MIA macchina- -questa è la MIA donna- -questo è il MIO paese- 

Sii responsabile, abbandona la fantasia e l'immaginazione e guarda la tv, rendi sterili i tuoi pensieri, controlla l'orologio è ora di cena, controlla l'orologio è ora di andare a letto, controlla l'orologio è l'ora di alzarsi, controlla l'orologio è l'ora di fare dei figli e stare al passo con i tempi 

è l'ora che tu diventi responsabile, maturo, 
è l'ora che tu tramandi a tua volta la tradizione del Paese dei Balocchi, ma mi raccomando, non credere mai e poi mai che esista alternativa migliore a tutto questo ed anzi sgrida a voce alta quegli irresponsabili dei tuoi figli una volta cresciuti, perché laddove tu vedi linee loro vedranno infiniti orizzonti e laddove tu vedi quadrati loro vedranno cerchi perfetti.

E' tuo compito allora insegnare loro a diventare responsabili..."



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sabato 20 gennaio 2018

Cazzeggiare ci rende vivi !

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Cos'è il cazzeggio se non la contemplazione quotidiana della vita stessa?

La grigia e cupa società nella quale viviamo nel tempo ha creato un connotamento altamente negativo per quanto riguarda il cazzeggio, e questo è accaduto fondamentalmente perché le nostre stesse vite sono state forgiate sul dovere, fatica ed obblighi quotidiani, questo ha permesso alla nostra società di essere efficiente (o quasi...) , ma a lungo andare ha creato infelicità e malcontento dilagante.

Oggi abbiamo estremo bisogno di cazzeggiare, di compiere lunghe passeggiate senza metà, di starcene seduti ore su di una panchina a fissare il vuoto.

Risultati immagini per malcontentoLe nostre menti sono inquinate oltre ogni limite, nella testa abbiamo ogni sorta di ansia, ogni sorta di pensiero impuro, il nostro computer biologico non riposa mai, neppure nel sonno tanti sono i nostri pensieri accumulati, ed ecco allora comparire nelle nostre menti immagini di auto sognate, di mobili nuovi, di salotti stravaganti, di avventure sessuali, di pugni e schiaffi che vorremmo dare a tutte le persone che ci stanno antipatiche, ma tutti questi pensieri rappresentano solo distrazioni per noi.

La verità è che abbiamo così tanti desideri per la testa che non riusciamo a realizzarne neppure uno tra quei 1000 che galleggiano nelle nostre menti.


E allora cosa fare? Ritorniamo a cazzeggiare!



Risultati immagini per adolescenzaSi, cazzeggiamo proprio come sapevamo fare a 16/17 anni, quando eravamo abbastanza maturi per sapere quello che volevamo, ma allo stesso tempo abbastanza immaturi per portarci sulle spalle il peso del mondo.


Ok il lavoro, ok la casa, ok la macchina, già queste tre cose per possederle ci rubano il 70% del tempo della nostra vita, perché continuare a sprecarne dell'altro?


Qual'è ultima cosa piacevole che hai fatto, di cui di ricordi?


Quand'è l'ultima volta che ti sei sentito felice e soddisfatto?



Acquistare un qualsiasi oggetto ti farà sentire realizzato per qualche ora, per qualche giorno al massimo, ma poi quel piacere sfuma velocemente e subentra l'abitudine, ma se invece impari a cazzeggiare come un adolescente sognatore, allora il mondo ti apparirà di nuovo bello e colorato come un tempo.

Perché puoi correre e fare tutta la vita, ma se non conservi un attimo di pura coscienza di te stesso, quei ricordi svaniranno come la rugiada del mattino ai primi raggi di sole...


Risultati immagini per contemplareQuindi per il tuo bene ritorna a cazzeggiare, ritorna a sentirti vivo, anche solo per dieci minuti, trovati un angolo solitario in città, un albero dove stare seduto, una panchina, un posto in riva al fiume e fanne la tua metà di pellegrinaggio personale, ama quel posto ed ama te stesso in quel posto, sentiti pazzo a provare piacere nel non compiere assolutamente nulla.

Chiudi gli occhi, svuota la mente e sorridi.
Ascoltati, osserva i pensieri e lascia che scorrano senza mai aggrapparsi a te, non permettergli più di gestire la tua vita!

Godi del dolce far niente, ed imparerai che c'è qualcosa dentro di te che non si acquista con i soldi.

La lezione è finita: "Andate in Pace"

Daniele Reale br>

mercoledì 3 gennaio 2018

Ozio Time: Stare in casa a non far nulla

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"La casa è il solo spazio di libertà, 
è il solo spazio di anarchia."


"Senza uscir di casa
puoi conoscere il mondo intero
senza affacciarti alla finestra
puoi vedere la via del paradiso"

Lao Tzu


" Rimanere a casa è il nuovo modo di andar fuori" è una battuta con cui me ne uscii una volta a una riunione. Per quanto sciocca, in quella frase rimane un fondo di verità. Andar fuori tutte le sere può essere un impegno gravoso. 
Una faticaccia!


Che hai deciso di crearti il tuo piccolo paradiso fatto di piumoni, televisioni e pizze, il tuo personale castello d'indolenza.

A un livello elementare, rimanere a casa è naturalmente il sogno di ogni ozioso, dato che richiede uno sforzo fisico ridotto.
Ci evita l'incombenza fastidiosa e dispendiosa di prepararci, uscire di casa, andare da qualche parte. Spesso andiamo a divertirci per dovere e non per scelta.

Ma al di là delle ragioni ovvie che invogliano l'ozioso a rimanersene a casa, questo particolare modo di inazione produce anche benefici sociali e spirituali. Il primo e più importante è che restarsene a casa rappresenta un attacco alla cultura del "muoversi" da cui siamo circondati.


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L'ozioso contempla questo avvilente guazzabuglio di possibili stili di vita e decide di non fare proprio nulla. Invece di andare decide di restare e accontentarsi di essere. 

La sua anima ha bisogno di contemplazione: invece di vacanze ricreative o serate a tema in qualche locale, l'ozioso coltiva il vago sogno di starsene seduto dentro una casupola sul pendio di una collina in Cina, un filo di barba sul mento e un sorriso saggio e divertito sulle labbra, a riflettere sulla bellezza della natura e la follia dell'uomo.

Il Tao te ching è il testo più importante della scuola di pensiero cinese nota come Taoismo. E' zeppo di paradossi, e il suo cardine è il wu wei, ovvero la filosofia della non-azione.


Risultati immagini per fiume cinaA quei vecchi cinesi indocili e ridacchianti piaceva l'immagine del fiume, che segue il corso di minima resistenza per andare dalla montagna al mare e che nel farlo crea anse uniche e bellissime.

Wu wei significa seguire la corrente nella vita quotidiana, significa affidare il proprio destino al fato e galleggiare dolcemente verso valle, con meraviglia, distacco e saggezza.





Affannarsi, preoccuparsi, fare:


è tutta fatica sprecata, come remare controcorrente.

La mia teoria è che il mondo si divide in due tipi di persone:
gli oziosi e gli antioziosi.


Risultati immagini per g20I seccatori (gli antioziosi), sono persone che non riescono a fare a meno di interferire nella vita degli altri. Mancano d'immaginazione, credono nel lavoro duro, nello sfruttamento e nell'ipocrisia, e sono perfetti come politici, burocrati e ricchi intrallazzatori.

Impongono le proprie idee agli altri con la forza della legge, della coercizione e dei giornali, e giustificano le proprie azioni dicendo che hanno creato posti di lavoro, o tagliato i costi, o aumentato i consumi, o prodotto profitti per i loro azionisti.


"Bisogna fare qualcosa!" è il loro motto.
Risultati immagini per città grigiaE loro fanno qualcosa come costruire grattacieli, call center, dighe e autostrade, ma amano anche interferire nei progetti degli altri, negando, per esempio, l'autorizzazione ad aumentare di un cm le dimensioni della finestra di un vecchio fienile.

Quel che è peggio, i seccatori, non contenti di fare cose loro stessi, tentano costantemente di costringere noi poveri oziosi a fare.

Invece di trovare "qualcosa da fare" alla gente, non sarebbe più sensato se la si aiutasse a trarre piacere da non far nulla?

Coloro che si concedono una pausa, che fanno un passo indietro per osservare il mondo, i pigri, quelli che non possono essere seccati, gli scrittori, i poeti e i musicisti, queste persone producono cultura, fanno molto per rendere la vita degna di essere vissuta...

Tom Hodgkinson - dal libro: "L'ozio come stile di vita"



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