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lunedì 28 giugno 2021

In Natura, quando fa caldo si sta all'ombra !

 



Cosa fa un leone a mezzogiorno di una bollente giornata africana?

Riposa all'ombra di qualche grosso albero e lo stesso fanno le gazzelle.

Gli animali più piccoli si riparano al fresco delle loro tane sotterranee, mentre ippopotami e alligatori entrano ed escono dall'acqua rinfrescandosi in continuazione.



In Italia fanno lo stesso gatti e cani, 

si riparano all'ombra, riposando.



Ma l'uomo no, lui lavora sotto al sole cuocente, tribulando per 3 lunghi mesi l'anno per "guadagnarsi" alla fine delle sue fatiche una misera settimana di vacanza, al 75% fatta di stress da traffico, caldo stremo, code e affollamenti.


Se essere costretti a tribulare sotto al sole non bastasse, troviamo anche i pazzi in bicicletta o a piedi, che si allenano nelle ore più calde della giornata (valli a capire..)


Insomma, l'estate, per come la viviamo noi, la trovo spesso insensata, già il fatto di passare ore sotto al sole per rimediare una bruciatura improvvisa, ben lontana da una bella e sana abbronzatura (che richiede esposizioni continue di poche ore al giorno..) la trovo una scelta idiota.


Che dire poi delle scelte scellerate di certi sindaci di tagliare la maggior parte degli alberi nelle proprie città per far posto al caldo afoso che si leva dall'asfalto bollente?


i nostri vecchi, più saggiamente, piantavano viale alberati lungo le vie, in questo modo stavano all'ombra anche le autovetture parcheggiate.


In Natura, quando fa caldo si sta all'ombra !


Dovrebbero fare così anche i lavoratori, dovrebbero unirsi e reclamare il diritto al un lavoro che non sia calvario fisico.

Lavorare si, ma alle giuste condizioni, senza il rischio di incorrere in un infarto improvviso o stramazzare al suolo stremati per non rialzarsi mai più, come succede ogni anno, al Sud Italia, dove braccianti stranieri perdono la vita per 2 euro l'ora..


Invece di esultarvi per un Gol, iniziate ad esultarvi per il vostro diritto di vivere meglio e più umanamente possibile, perché, cari uomini e cari lavoratori, anche gli animali quando fa troppo caldo stanno all'ombra a riposare.

martedì 23 marzo 2021

Covid e sfruttamento lavorativo, connubio perfetto!

 




Potrei dirvi che il Covid ha fatto fallire centinaia di imprese in Italia, potrei dirvi che il Covid ha fatto chiudere molti bar e ristoranti, o che il covid ha fatto licenziare migliaia di persone, ma mentirei.

Il Covid non centra nulla, diciamo le cose come stanno! Certe scellerate decisioni politiche, concepite da intoccabili giacche e cravatte, hanno portato l'Italia in questo stato pietoso di regressione economica.

Dal coprifuoco ( a che serve?!) ai bar e ristoranti chiusi dopo le 18.00 e a tutte le vergognose limitazioni emanate in questi mesi, mai ci hanno spiegato realmente a cosa serve chiudere in determinate fasce orarie, e intanto i titolari delle attività pagano gli affitti pur non potendo lavorare!




Ma saltiamo le polemiche 
e arriviamo al dunque:

Il mondo del lavoro grazie al covid ha potuto raggiungere nuovi livelli di sfruttamento, sempre sul vecchio, ma pur sempre efficace slogan del "Non ce lavoro".


Grazie al chiudi-apri, apri-chiudi, di negozi e piccole attività, sono aumentati i contratti a chiamata (pagati una miseria e con pochi contributi alle pensioni) e diminuiti i contratti tra virgolette "normali".


In Veneto ho sentito di una occhialeria che proponeva ai disoccupati una corso "formativo" di ben 200 ore + 4/5 mesi di stage retribuito (6 euro l'ora lordi...che si traducono in 3-4 euro effettivi....!!!!!! )


200 ore di formazione + 4/5 mesi pagati a 3/4 euro l'ora, ora ditemi se questo non è SFRUTTAMENTO.


200 ore per imparare che cosa?! 
Ad assembrare, se ti va bene, una parte di occhiale per il resto della tua vita.


Ora fate finta di essere voi quell'azienda, e dare l' "opportunità" (cosi la chiamano) ad una ventina di bisognosi senza lavoro, la possibilità di lavorare per voi pagandoli meno della metà di quanto vi costerebbe un operaio normale del livello più basso...


Questo è una manna dal cielo per voi, ma è carognata per quei lavoratori che magari accettano questo sfruttamento legalizzato solo perché se non "non trovano lavoro".


Ecco, questa è l'Italia lavorativa nell'era Covid.

E la chiamano opportunità quella che ti offrono.









Molte aziende poi, sugli stage ci marciano sopra, assumono solitamente giovani al di sotto dei 30 anni, bisognosi di lavoro e determinati ad essere autonomi e indipendenti, li assumono inizialmente 3/4 mesi sotto forma di stage ( spesso per imparare lavori di assemblaggio, carico-scarico merci, che richiedono, a farla grande, 3 giorni di apprendimento!) e in questi 3/4 mesi li pagano una miseria, tipo 3 euro l'ora e spesso li fanno fare i lavori peggiori, e dopo averli sfruttati per un paio di mesi, se li vedono "volenterosi" forse li assumono, sempre se un altra decina di giovani non sono già disponibili per lo stage...


Funziona così ovunque ormai.


Di questo passo, ci faranno pagare per l'opportunità di lavorare !

giovedì 3 dicembre 2020

Il Trionfo del Nulla che avanza..




Questo periodo storico, che possiamo sintetizzare in "Era Covid" ci sta mettendo di fronte ad un bivio di portanza storica: continuare ad essere Umani o diventare delle macchine apatiche prive di qualsiasi scopo se non quello di accumulare merci.


Sia chiaro, non che fino a ieri la nostra Umanità abbia brillato di saggezza e sentimenti, ma in questi ultimi mesi, grazie anche al terrorismo mediatico quotidiano, abbiamo spesso assistito al peggio del peggio in una società che si ostina a definirsi civile ma che civile non è.




Se da un lato abbiamo assistito all'inquietante spettacolo del Potere. che per preservare ad ogni costo la nostra salute, ha utilizzato elicotteri (pagati con i nostri soldi) per inseguire degli innocui passeggiatori solitari sulla spiaggia, droni per spiare i "trasgressori" che approfittavano del Sole per uscire, invece che starsene rinchiusi come tutti gli altri in casa, incollati davanti a quel maledetto televisore spargi ansia, e un indecente pioggia di multe della media di 400 euro ai cittadini senza mascherina e che non rispettavano il coprifuoco, allo stesso tempo abbiamo visto il lato malvagio del comune cittadino, che ha approfittato dell'aria inquisitoria sanitaria per spiare e denunciare i propri vicini di casa trasgressori, i ragazzi che si incontravano nei boschi o gli amanti che si baciavano in pubblico.


Tutto questo in pochi mesi, tutto questo mentre decreti discutibili hanno portato al fallimento centinaia di attività commerciali e al suicidio numerose persone vittime di improvvisa povertà o depressione causata dall'isolamento imposto..


Orbene, cosa ci attende ancora?


Tutti si guardano con sospetto, il nemico dell'essere umano è diventato l'essere umano stesso, per la prima volta nella Storia gli asintomatici sono diventati un pericolo, le persone sane hanno cessato di esistere, tutti sono dei potenziali "pericoli".


Odiare è tollerato, amare anche no, lo sanno bene i nostri vecchi soli e abbandonati negli ospedali e nelle case di riposo, a cui ci hanno vietato di vederli, di confortarli e di assisterli.


L'affetto umano è diventato il "nemico".




Ma questi vecchi muoiono così 2 volte, l'una per la vecchiaia e le patologie che avevano addosso, l'altra per il crepacuore nel vedersi privati dell'affetto che poteva tenerli ancora in vita..



Ma se affetto, amore, amicizia, sono tutte cose velatamente "vietate", allo stesso tempo lo Shopping viene incoraggiato, e lo sanno bene le Multinazionali come Amazon che in questi mesi stanno crescendo ed espandendosi a vista d'occhio.



Ma cosa credevi? 

Vivi in un Sistema Capitalista, dove il Denaro ne è il cuore pulsante e come ben sappiamo, psicologicamente parlando, la mancanza d'affetto porta a spendere di più, ad acquistare di più, per colmare il vuoto interiore..


Ecco il Trionfo del Nulla che avanza, e mentre quasi tutti hanno paura di morire e del Virus, io ho paura nel vivere in una società sempre più disumana, sempre più fredda, sempre più virtuale, dove noi stessi finiamo per trattarci alla pari della merce che produciamo e acquistiamo.


All'infuori della Notte e del Sogno, dove ancora siamo liberi (fino a quando non decideranno di controllare pure quelli), non ci restano che i luoghi di produzione per socializzare, ma anche qui il tempo concessoci è di 10 minuti in 8 ore di noia e fatica.


No, non è questo il Mondo che voglio, e infondo non lo vuoi neanche Tu, allora invece che pensare a come abbellire la tua Gabbia con acquisti inutile, pensa a come uscirne.

martedì 26 dicembre 2017

Il ruolo del poveraccio nella società moderna

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I poveracci non esistono dalla notte dei tempi come qualcuno pensa, ma da quando il mondo venne diviso in due classi sociali tuttora esistenti: i ricchi e i poveri.

Nelle società matriarcali, cancellate dai nostri libri di storia, la povertà non esisteva poiché la società allora era gestita a cerchio, dove tutti si equivalgono, e non a piramide come oggi, dove chi sta il alto calpesta chi sta in basso, ma la storia si sa, la scrivono i vincitori e quello che ci viene tramandato nei secoli è semplicemente la loro versione dei fatti.

Ma il poveraccio del mondo moderno sembra avere un ruolo fondamentale per il potere, che sembra volerci dire: 




"Guarda lui, guarda le condizioni di merda in cui vive, 
guarda dove dorme, come viene trattato dalla società e pensa, pensa che tu si hai un lavoro di merda, sottopagato, ricattato, faticoso e demotivante, ma almeno non sei ridotto come lui, quindi ringrazia questo sistema che ti usa e ti sfrutta per pochi euro l'ora, ringrazialo perché almeno tu hai un lavoro che ti permette di pagare l'affitto di quella scatoletta di cemento ultracara dove vivi, ringrazia che la sera puoi guardare i nostri programmi idioti in Tv, ringrazia di poterti fare la doccia calda e ancora pensa, pensa che se un giorno decidessi di rifiutare quel lavoro di merda che fai, ci sarebbe già li fuori un poveraccio disperato pronto a prendersi il tuo posto e tu, tu finiresti in strada come quel tuo fratello che la neolingua orwelliana chiama "clochard".




E allora ancora una volta ringrazia, di non finire nel dimenticatoio della società, dove chi non produce automaticamente non vale neppure il documento in cui il sistema lo identifica.


Risultati immagini per barbone geloIn poche parole ringrazia questo sistema fondato sull'ineguaglianza sociale, ringrazia di non essere tu su quella parte di nave che sta affondando, ma non azzardarti mai a vedere nei poveri e nei disgraziati una parte di te stesso, perché allora inizierai a provare compassione e amore per loro, inizierai a mettere in dubbio il modo in cui vivi, inizierai a mettere in dubbio lo spreco, e infine metterai in dubbio anche te stesso, e allora ad una domanda sorgeranno altre domande, inizierai a soffrire, il Paese dei Balocchi dove vivi non ti sembrerà più un luogo felice, e alla fine non vedrai più l'abbondanza materiale, ma la miseria spirituale che tutti noi abbiamo creato.




E capirai che non si aiuta il povero dandogli qualche monetina di tanto in tanto, ma lavorando a costruire un mondo migliore, dove la stessa povertà non debba mai più esistere.

Un giorno di più di duemila anni fa, un uomo che già aveva compreso il sistema in cui viviamo disse:

-"Trattenetevi dal fare elemosina perché fareste torto al vostro Spirito”.

Molti di noi non capivano.

- "Ciò che dai a te stesso lo chiami forse elemosina? 
E ciò che voi chiamate elemosina non è altro che quel piccolo obolo che una coscienza addormentata paga volentieri per poter continuare tranquillamente a dormire! – poi l'uomo aggiunse: 

- "Chi ha orecchie per intendere, intenda."

Molti di noi non avevano capito.
E lui sorridendo, disse:

—"Lo Spirito è Perfezione. Pensate sia perfetto un mondo in cui sia necessaria l’elemosina?"

No, E’ un mondo ingiusto.

—"L’elemosina stabilizza questa situazione di ingiustizia."

E allora, cosa dobbiamo fare, in questo mondo che, purtroppo è ingiusto, quando un povero, affamato, viene da noi?

—"Fate a lui quello che vorreste fosse fatto a voi stessi. Fate il vostro dovere e fatelo in silenzio."

Adesso abbiamo orecchie per intendere.
Quell'uomo era Gesù.

lunedì 18 dicembre 2017

Como: caccia aperta a venditori di rose e disagiati sociali - Multe da 50 a 300 euro!

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A Como sarà vietato mendicare. 
Almeno fino alla fine di gennaio, nel centro storico sarà proibito l'ingresso a chi fa la questua e ai venditori ambulanti. 

Sarà caccia anche a chi offre una rosa o un accendino in cambio di pochi euro, caccia anche ai mendicanti che esibiranno braccia e gambe deformi chiedendo qualche moneta ai passanti. 


A deciderlo è stato il sindaco, Mario Landriscina (di una lista civica sostenuta da Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d'Italia) che ha firmato un'ordinanza "a tutela della vivibilità e del decoro del centro urbano".


In huffingtonpost.it si legge:

Nella città murata sarà così vietato, in qualsiasi modo, chiedere l'elemosina, sia "in forma dinamica", attuando "forme di accattonaggio molesto e invasivo" nei confronti dei passanti, e sia – si legge sempre nel provvedimento – "in forma statica, occupando spazi pubblici con l'uso di cartoni e cartelli che arrecano disagio al passaggio dei pedoni". 




Per i trasgressori è prevista una multa dai 50 ai 300 euro, oltre al sequestro della merce per i venditori ambulanti.



L'ordinanza arriva proprio a ridosso delle feste di Natale. 
"È la scelta giusta", spiega ad HuffPost la vice sindaca, Alessandra Locatelli (Lega Nord). Anzi, "azzeccata", scandisce senza nascondere un sorriso fiero. 


Risultati immagini per como centroIl motivo? 

"In questo periodo Como si riempie di turisti che vengono a fare shopping sul lago e a vedere le luminarie". Di qui la scelta di ripulire la città da chi, secondo la giunta di centrodestra, ne rovina l'immagine. Anche se, ammette, "è una decisione che avevamo già intenzione di prendere da giugno, quando ci siamo insediati".

Insomma, questa decisione tutt'altro che umana ha il chiaro scopo di nascondere il lato povero e disagiato della nostra società, sotto la solita, patetica, scusa del "decoro urbano".

Dalla caccia ai barboni e senzatetto, ora siamo passati alla caccia dei venditori di rose e agli elemosinanti, perché si sa, a Natale siamo tutti più buoni verso il prossimo, o forse no?

Ma servirà davvero nascondere la povertà sotto al tappeto per convincerci che non esista e che soprattutto, domani, potrebbe toccare pure a noi?






sabato 25 novembre 2017

Non è l'ISIS! furgone investe volontariamente due lavoratori SDA in sciopero

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+++ FURGONE INVESTE VOLONTARIAMENTE DUE LAVORATORI SDA IN SCIOPERO A MODENA +++





Nel Black Friday, a Modena uno dei padroncini che ricevono gli appalti per le consegne dall'azienda SDA ha fatto investire da un suo dipendente i lavoratori che picchettavano fuori dalla sede locale dell'azienda. 

Uno è stato addirittura accoltellato dai suoi colleghi (articolo)

I lavoratori, iscritti al SI COBAS, miravano ad ottenere le buste paga di ottobre, come al solito in ritardo rispetto ai tempi stabiliti

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Due lavoratori hanno riportato ferite e sono stati portati in ospedale, mentre il picchetto prosegue. Seguiranno aggiornamenti e considerazioni su questa ennesima provocazione padronale.

Come vedete, per lo schiavo moderno, può essere pericoloso anche chiedere lo stipendio a volte, ma mi raccomando, continuiamo tutti a tenere la testa bassa e ad accettare le vergognose condizioni che il mondo del lavoro continua a proporci.

Non pensate che siete esseri umani meravigliosi con dei diritti naturali da far rispettare, continuate invece a vedervi come degli involucri di carne dediti alla sofferenza, continuate anche a ringraziare di "avere un lavoro", invece di impegnarvi seriamente non solo a migliorare le vostre condizioni, ma anche quelle dei vostri simili.

Continuate infine a considerarvi degli esseri limitati in un mondo che però, per sua intima natura è infinito.

Da Schiavilandia è tutto anche per oggi,

tornate tutti ai vostri posti e fate finta che non sia successo niente...

Continuate invece i vostri acquisti del Black Friday, quelli si che vi renderanno felici.

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lunedì 2 ottobre 2017

Nel 1947 un operai guadagnava 1/3 dello stipendio di un politico. Oggi solo un 1/13 !

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Nel 1947 a Montecitorio si discuteva l’articolo 69 della Costituzione, quello relativo allo stipendio dei parlamentari. 

Allora i rappresentanti del popolo italiano guadagnavano il corrispettivo di un precario odierno: “25 mila lire al mese, circa 800 euro – racconta un articolo pubblicato sul sito dell’Espresso LINK. Più un gettone di presenza da 1.000 lire al giorno (30 euro), ma solo quando le commissioni si riunivano in giorni differenti rispetto all’Aula”. 

Il totale è presto fatto: i costituenti non riuscivano a portare a casa più di 1.300 euro al mese.


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Certo, il Paese era nettamente più povero, ma sicuramente più equilibrato rispetto allo stato delle cose attuale. Un operaio di terzo livello guadagnava qualcosa come 13 mila lire al mese, un terzo di un deputato. Mentre 70 anni dopo, come dimostra la tabella elaborata dall’Espresso, chi siede in Parlamento guadagna quasi 10 volte di più di un impiegato e 13 più di una tuta blu.

Nel primo dopoguerra, il fatto che i parlamentari ricevessero un compenso per il loro operato era considerato una garanzia di indipendenza e democrazia. In questo modo anche i meno abbienti potevano partecipare alla vita politica. Ma vista la drammatica situazione in cui versava il Paese, nel 1946 la somma fu fissata alla modesta cifra di 25 mila lire al mese. 





L’aumento repentino dell’inflazione, però, fu tale che in pochi mesi lo stipendio toccò quota 50mila lire.




“La prima legge sul tema, varata nell’estate 1948 dal governo De Gasperi – racconta l’Espresso – è figlia di questa mentalità che allora ispirava la giovane e fragile democrazia italiana: ‘Ai membri del Parlamento è corrisposta una indennità mensile di L. 65.000, nonché un rimborso spese per i giorni delle sedute parlamentari alle quali essi partecipano’. 

Tradotto ai giorni nostri: 1.230 euro fissi più un gettone da 100 euro scarsi al giorno (5mila lire) legato alla presenza effettiva. Togliendo fine settimana più i lunedì e i venerdì, in cui le convocazioni sono rare, non più 2.500 euro al mese dunque”.


L’aria cambiò nettamente a partire dal 1955, quando il governo Segni emanò la legge sulle “Disposizioni per le concessioni di viaggio sulle ferrovie dello Stato”. 


Risultati immagini per operaio fiat 1947“Un privilegio al quale, col passare del tempo si sarebbero aggiunti una innumerevole serie di altri benefit – molti ancora esistenti – dai biglietti aerei alla telefonia fissa (e poi mobile), dalle tessere autostradali agli sconti sui trasporti marittimi. E così nel 1963, in appena 15 anni, grazie ai bassi salari che furono alla base del miracolo economico, col suo mezzo milione al mese un parlamentare era già arrivato già a guadagnare il quintuplo di un impiegato (il cui salario si aggirava sulle 100 mila lire) e otto volte più di un operaio(poco sopra le 60 mila lire)”.

L’esplosione dei redditi dei nostri rappresentanti avvenne nel 1965, con presidente del Consiglio Aldo Moro e vicepresidente il socialista Pietro Nenni. Lo stipendio veniva infatti agganciato a quello dei presidenti di sezione della Cassazione (con imposta pari al solo 40%) e fu istituita per la prima volta la diaria (esentasse) per il rimborso delle spese di soggiorno nella capitale di 120 mila lire (1.250 euro di oggi)che, siccome la legge non lo specificava, fu accordata anche per chi risiedeva a Roma ed è così ancora oggi, sia pure con qualche modifica.

Un deciso “passo avanti” ci fu anche col governo Craxi e il taglio della scala mobile. È l’inizio della fine. Da allora sono passati circa 30 anni e il valore della busta paga dei politici è raddoppiato. Dai corrispettivi 7 mila euro degli anni ‘80, siamo giunti agli attuali 14 mila euro mensili, mentre lo stipendio medio di un impiegato ai giorni nostri è di 1.500 euro al mese e quello di un metalmeccanico non è mai cresciuto, restando intorno ai 1.110/1.200 euro al mese.

E non è tutto: ogni mese lo Stato spende quasi 8 milioni di euro per i vitalizi dei politici, tra cui quelli condannati. Per questo Riparte il futuro ha lanciato la campagna #stopvitalizio.Un condannato per mafia riceve ogni mese circa 4 mila euro. E se quel che guadagna un normale politico è incredibilmente eccessivo, questo è invece inaccettabile. Per questo bisogna essere sempre di più a pretendere che questa assurda pratica termini.


Fontehttps://www.sapereeundovere.com/nel-47-un-operaio-guadagnava-13-dello-stipendio-di-un-politico-oggi-113/

martedì 26 settembre 2017

Tu non vali un cazzo senza un pezzo di carta

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Mi sento in dovere di scrivere questo articolo perché leggo tanti commenti traboccanti di insicurezza, di assenza di autostima e di cieca fede verso le autorità.

Da come ragiona la gente al giorno d'oggi sembra che il Mondo si regga in piedi solo grazie alle lauree, ai diplomi, agli attestati...

Ma non è così amici miei, poiché è solo nell'ultimo secolo che è sfociato il freddo culto del pezzo di carta, e non sono qui a negarne la validità poiché ci sono persone che mettono mente e cuore per arrivare ad ottenere quel pezzo di carta, ma sono contro l'uso improprio che ne viene fatto in questi tempi.


Oggi chi non è diplomato o laureato è considerato un rozzo ignorante che non può fare nulla nella vita se non svolgere qualche lavoro umiliante che gli altri non vogliono fare, ma la realtà oggi ci mostra il contrario, i diplomati per esempio oggi sono tantissimi e il risultato è che non ci sono posto di lavoro dignitoso per tutti.

Risultato? Anche ai diplomati, quelli che restano fuori dal cerchio, tocca svolgere lavori poco gradevoli e ben lontani dalle proprie aspirazioni.


Il pezzo di carta ha dunque migliorato la loro vita? No, perché in un sistema truccato passano prima i raccomandati, che spesso hanno pure i voti più bassi.

Credi davvero che il mondo si regga in piedi solo per quei pezzi di carta?

Sai come costruivano le case 50 anni fa? 
Le costruivano tra amici e paesani dove ogni ignorante senza pezzo di carta sapeva fare un mestiere come il falegname, l'idraulico, il muratore o l'elettricista...



E dove hanno imparato quei mestieri?



Un vecchio detto dice "rubare con gli occhi", ovvero guardare e imparare dagli altri che lavorano, la scuola era la vita stessa e allora imparare costava certamente meno di oggi.

Immagine correlataLe case si costruivano proprio così, tra paesani tuttofare, senza tanti permessi, senza tanta burocrazia, senza tanti architetti e geometri, senza tanti operai "specializzati", senza chiamare apposta un idraulico a 30 euro l'ora e poi un elettricista specializzato ad altrettanti soldi, alla fine la casa di costava meno di un quarto di quanto costa una casa delle stesse dimensioni oggi!

Certo quelle case avevano le mura storte, i travi di legno irregolari, i tetti poco isolati, ma comunque hanno fatto diventare vecchi li dentro i nostri nonni senza tanti scazzi, oggi quelle stesse case lo stato spesso le giudica "inabitabili" vuoi per i soffitti troppo bassi, vuoi per i rudimentali impianti elettrici o vuoi per il magna magna che si produce costringendo il nuovo acquirente a mettere nuovamente in regola la casa...

Allora succede che oggi TU non possa neppure costruire la cuccia del tuo cane senza l'autorizzazione del comune, senza una norma antisismica, insomma fanno di tutto per rendere la vita difficile e complicata, facendo in modo che ognuno si occupi SOLO del campo in cui si è specializzato.

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Oggi per allacciare una presa devi avere un attestato, per guidare un muletto devi avere il patentino, senza parlare di tutti quei corsi sulla sicurezza, già la sicurezza, è utile ti dicono che qualcuno non si schiacci sotto al muletto, ma mica ti dicono che gli incidenti sul lavoro al 90% non accadono per incompetenza, ma per stanchezza, perché stare 8 ore al giorno a fare le stesse cose è altamente pericoloso, affatica mente e corpo e porta di conseguenza agli errori di distrazione.

E vogliono accertarsi pure che tu non abbia bevuto o assunto droghe mentre guidi, giustamente, ma mica ti chiedono se quei vizi li hai conseguiti a causa dello stile di vita frenetico/ossessivo/stressante/monotono a cui sei sottoposto per "guadagnarti da vivere", insomma si preoccupano tanto della sicurezza ma ben poco dell'individuo e del suo stato di salute.

Ma tu tutto questo non lo vedi perché hai ancora il prosciutto negli occhi e perché sei sempre stato abituato a trovare tutto pronto, ti hanno detto che non puoi fare nulla senza un pezzo di carta che attesti le tue qualità e tu ci hai creduto.


Risultati immagini per donne guaritriciNel Medioevo per esempio il potere mandò al rogo tante donne con l'accusa di essere delle streghe, la scusa era quella di adorare il Diavolo, la verità invece è che quelle donne erano le uniche che sapevano curare con le erbe medicinali, sapendo distinguere quelle buone da quelle velenose e in quali dosi somministrarle. Il potere non poteva accettare tutto questo è decise di creare le prime università, guarda caso riservate in quel periodo solo agli uomini che una volta ricevuto quel pezzo di carta, potevano esercitare la professione di medici, alle donne infine fù vietato curare per moltissimo tempo. (Leggi l'articolo a riguardo)

Oggi succede lo stesso anche se non si finisce al rogo, perché il culto del pezzo di carta nei secoli ha fatto si che si sia creato un vero e proprio credo fedele e cieco nei confronti delle autorità e se l'autorità dice che tu non sai guidare il motorino senza che tu abbia pagato un corso che alla fine ti rilasciai un pezzo di carta con scritto "idoneo" tu sei così scemo da credergli.

Ricordate la storia di quel bravissimo chirurgo di Milano che da più di 30 anni svolgeva operazioni delicate in ospedale? Alla fine si scoprì che non era laureato e che gli attestai erano falsi, ed ecco che partirono le calunnie mediatiche, la demonizzazione e infine la radiazione dall'Ordine e la punizione, eppure quel medico-chirurgo aveva lavorato per più di 30 anni e le sue operazioni erano eccellenti, ma non aveva quel pezzo di carta e allora...al rogo!

E allora succede che, con la scusa di quel pezzo di carta, negli anni ti abbiano convinto che tu sia un incompetente, perché un'artista è tale solo se ha frequentato l'Istituto d'Arte, un cuoco è tale solo se  ha conseguito il Master, tant'è che oggi anche per pulire un cesso devi avere un pezzo di carta che attesti la tua, presunta, abilità.

E così vi hanno fregati e resi dipendenti dagli "esperti" e se gli esperti a volte vi pisciano in testa e vi dicono che piove voi dovete crederci, perché loro stanno più in alto di voi.

Aprite gli occhi, siete molto più grandi di quel limitato cerchio di idee e credenze in cui vi hanno ingannevolmente racchiuso.




lunedì 17 aprile 2017

In arrivo i badge che spiano i dipendenti - Il futuro del lavoro è orwelliano

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Se pensate che la vostra prossima assunzione dipenderà dall'intuito del vostro datore di lavoro o magari dal vostro curriculum, siete fuori strada. La nuova frontiera del lavoro è l’analisi del sentimento umano del mercato. 

Già in uso in Gran Bretagna e Stati Uniti col nome di ‘People Analytics’, si tratta di un nuovo metodo di analisi di dati personali degli impiegati da parte delle aziende, volto a migliorare le prestazioni e interazioni dei lavoratori e quindi dell'azienda stessa. 

Gli elementi presi in considerazione sono i più vari: dal tono della voce ai tempi di conversazione, dalle persone con le quali ci si rapporta più di frequente ai vari spostamenti registrati in ufficio. Ma se da una parte le compagnie che hanno preso seriamente in considerazione questo nuovo modello sostengono che l'analisi dei dati sia fondamentale per lo sviluppo del proprio business, dall’altra c'è chi parla già di pericolo per la sicurezza della privacy e discriminazione sul posto di lavoro.


L'idea che sta alla base del nuovo progetto di Waber è di incrementare la produttività delle aziende facendo leva sui rapporti di empatia che si vengono a creare all’interno di ciascun gruppo di lavoro. Si tratta, come riporta lo studio del BCG, di posizionare i gruppi di lavoratori che hanno la necessità di comunicare e interagire tra loro vicini, analizzando attraverso i badge chi parla e si relaziona maggiormente.

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 Come riportato dallo studio del Boston Consulting Group sono stati realizzati dei badge particolari che vengono appesi con un cordino al collo degli impiegati che si prestano volontariamente all'analisi. 

Ogni dispositivo ha due microfoni in grado di analizzare la voce in tempo reale ed è dotato di sensori che seguono passo per passo gli spostamenti dei lavoratori, sia nelle modalità che nella quantità, all'interno dell'ufficio. 




I badge sono esclusi dai bagni, per avere un minimo di privacy. 




Ben Waber, intervistato dal Washington Post nel settembre 2016, è certo che entro tre-quattro anni ad ogni badge verrà applicato questo tipo di sensore. 


Risultati immagini per spionaggioL'idea che sta alla base del nuovo progetto di Waber è di incrementare la produttività delle aziende facendo leva sui rapporti di empatia che si vengono a creare all’interno di ciascun gruppo di lavoro. Si tratta, come riporta lo studio del BCG, di posizionare i gruppi di lavoratori che hanno la necessità di comunicare e interagire tra loro vicini, analizzando attraverso i badge chi parla e si relaziona maggiormente con chi. 

Al contrario, gli impiegati che non hanno bisogno di collaborare possono essere localizzati più lontano o in alternativa si può affidare loro un proprio ufficio. In questo modo, attraverso l'analisi dei dati rilasciati dai dispositivi, è possibile stilare una sorta di archivio in cui si registra, ad esempio, per quanto tempo il gruppo dirigente interagisce col gruppo tecnico oppure per quanto tempo un commerciante dovrebbe interloquire con i propri clienti.


...Ma se produttori e investitori possono considerarsi più che entusiasti di questi nuovi modelli di business, qual è il prezzo da pagare per i lavoratori? 





Esiste un reale problema di sicurezza della privacy e in che misura?




Per quanto riguarda Humanyze, il suo fondatore sostiene che gli impiegati che utilizzano i badge dotati di sensori possono accedere ai propri dati personali e visionare le proprie prestazioni, mentre ai dirigenti non è consentito recuperare in alcun modo l’identità del lavoratore, ma hanno una loro schermata che permette di visualizzare esattamente la percentuale di tempo impiegato insieme ai propri colleghi. 



Fonte e articolo completo: http://www.linkiesta.it/it/article/2017/04/15/il-tuo-datore-di-lavoro-ti-osserva-dagli-usa-arrivano-i-badge-per-moni/33873/

sabato 11 febbraio 2017

ITALIA: Si è arrivati a pisciarsi addosso per paura di perdere il lavoro

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FEBBRAIO 2017: Credevo di averle sentite tutte ormai, tra donne incinta licenziate, commesse costrette a lavorare 6 giorni su 7, chi si suicida a causa del troppo lavoro, chi perché non lo trova, e poi i braccianti che raccolgono pomodori a 2 euro l'ora, i vergognosi slogan schiavisti di pochi giorni a Brescia, ma poi ho letto la notizia dell'anno:




"Costretto a urinarsi addosso"



Succede alla Sevel, stabilimento del gruppo FCA, ex Fiat di Atessa, dove un operaio dopo ripetute richieste di urgenza per recarsi in bagno, gli è stata negata la richiesta, e alla fine se l'è fatta addosso...

A questo siamo arrivati in Italia, urinarsi addosso per paura di venire rimproverati o peggio licenziati.

Ok la colpa è delle regole disumane dell'azienda, ma la colpa è anche dello stesso operaio poiché questo intimidito dall'autorità aziendale ha preferito ledere la propria dignità piuttosto che ribellarsi all'assurdo divieto.



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Fare pipì è un bisogno primario, e viene prima dello stipendio. per chi non lo sapesse, trattenere per troppo tempo l'urina nella vescica porta all'allargarsi della stessa con gravi conseguenze per la salute.

Attraverso l’urina vengono eliminate sostanze acide e ammoniaca; se queste vengono trattenute, poco a poco possono causare danni alle pareti del tratto urinario e della vescica.



Questo indebolimento fa aumentare il rischio di soffrire di diversi tipi di infezioni a causa della facilità che hanno i microorganismi di entrare e proliferare nel sistema.

Trattenendo il liquido per molto tempo, i reni cominciano a formare piccole pietre con il calcio, il fosfato, l’ammonio e il magnesio, che si accumulano fino a formare i famosi calcoli renali.


Questa volta dunque non mi schiero in difesa dell'operaio, in quanto essendo padrone del suo corpo ha il dovere di prendersi cura di esso, e ad ordini pignoli e disumani doveva rispondere con la disobbedienza, recandosi in bagno ugualmente.

Questo episodio mette in evidenza ancora una volta l'era oscura nella quale stiamo affogando, dove il lavoro, in una Repubblica fondata sul lavoro, dimostra ancora una volta dall'essere lontano dal somigliare a qualcosa di dignitoso, ed anzi, al contrario degli schiavi dell'antichità che avevano coscienza delle proprie catene ed il cui scopo era liberarsene, oggi ci troviamo invece di fronte alla situazione opposta, schiavi che non sanno di esser schiavi, uomini senza spirito di ribellione, pronti a tutto pur di non perdere le proprie catene.


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mercoledì 8 febbraio 2017

Michele si è tolto la vita a 30 anni: "Sono entrato in questo mondo da persona libera, e da persona libera ne sono uscito"

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"Sono entrato in questo mondo da persona libera, e da persona libera ne sono uscito"


UDINE: Michele, ragazzo di 30 anni scrive questo prima di suicidarsi:

Ho cercato di essere una brava persona, ho commessi molti errori, ho fatto molti tentativi, ho cercato di darmi un senso e uno scopo usando le mie risorse, di fare del malessere un’arte.


Ma le domande non finiscono mai, e io di sentirne sono stufo. 
E sono stufo anche di pormene. Sono stufo di fare sforzi senza ottenere risultati, stufo di critiche, stufo di colloqui di lavoro come grafico inutili, stufo di sprecare sentimenti e desideri per l’altro genere (che evidentemente non ha bisogno di me), stufo di invidiare, stufo di chiedermi cosa si prova a vincere, di dover giustificare la mia esistenza senza averla determinata, stufo di dover rispondere alle aspettative di tutti senza aver mai visto soddisfatte le mie, stufo di fare buon viso a pessima sorte, di fingere interesse, di illudermi, di essere preso in giro, di essere messo da parte e di sentirmi dire che la sensibilità è una grande qualità.


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Tutte balle. Se la sensibilità fosse davvero una grande qualità, sarebbe oggetto di ricerca. Non lo è mai stata e mai lo sarà, perché questa è la realtà sbagliata, è una dimensione dove conta la praticità che non premia i talenti, le alternative, sbeffeggia le ambizioni, insulta i sogni e qualunque cosa non si possa inquadrare nella cosiddetta normalità. 


Non la posso riconoscere come mia.
Da questa realtà non si può pretendere niente. 
Non si può pretendere un lavoro, non si può pretendere di essere amati, non si possono pretendere riconoscimenti, non si può pretendere di pretendere la sicurezza, non si può pretendere un ambiente stabile.


A quest’ultimo proposito, le cose per voi si metteranno talmente male che tra un po’ non potrete pretendere nemmeno cibo, elettricità o acqua corrente, ma ovviamente non è più un mio problema. 




Il futuro sarà un disastro a cui non voglio assistere, e nemmeno partecipare. 



Buona fortuna a chi se la sente di affrontarlo.
Non è assolutamente questo il mondo che mi doveva essere consegnato, e nessuno mi può costringere a continuare a farne parte. 

È un incubo di problemi, privo di identità, privo di garanzie, privo di punti di riferimento, e privo ormai anche di prospettive.
Immagine correlataNon ci sono le condizioni per impormi, e io non ho i poteri o i mezzi per crearle. Non sono rappresentato da niente di ciò che vedo e non gli attribuisco nessun senso: io non c’entro nulla con tutto questo. Non posso passare la vita a combattere solo per sopravvivere, per avere lo spazio che sarebbe dovuto, o quello che spetta di diritto, cercando di cavare il meglio dal peggio che si sia mai visto per avere il minimo possibile. Io non me ne faccio niente del minimo, volevo il massimo, ma il massimo non è a mia disposizione.


Di no come risposta non si vive, di no si muore, e non c’è mai stato posto qui per ciò che volevo, quindi in realtà, non sono mai esistito. Io non ho tradito, io mi sento tradito, da un’epoca che si permette di accantonarmi, invece di accogliermi come sarebbe suo dovere fare.

Lo stato generale delle cose per me è inaccettabile, non intendo più farmene carico e penso che sia giusto che ogni tanto qualcuno ricordi a tutti che siamo liberi, che esiste l’alternativa al soffrire: smettere

Se vivere non può essere un piacere, allora non può nemmeno diventare un obbligo, e io l’ho dimostrato. Mi rendo conto di fare del male e di darvi un enorme dolore, ma la mia rabbia ormai è tale che se non faccio questo, finirà ancora peggio, e di altro odio non c’è davvero bisogno.

Sono entrato in questo mondo da persona libera, e da persona libera ne sono uscito, perché non mi piaceva nemmeno un po’. Basta con le ipocrisie.

Non mi faccio ricattare dal fatto che è l’unico possibile, il modello unico non funziona. 




Siete voi che fate i conti con me, non io con voi.



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Io sono un anticonformista, da sempre, e ho il diritto di dire ciò che penso, di fare la mia scelta, a qualsiasi costo.Non esiste niente che non si possa separare, la morte è solo lo strumento. 

Il libero arbitrio obbedisce all’individuo, non ai comodi degli altri.

Io lo so che questa cosa vi sembra una follia, ma non lo è. È solo delusione. Mi è passata la voglia: non qui e non ora. Non posso imporre la mia essenza, ma la mia assenza si, e il nulla assoluto è sempre meglio di un tutto dove non puoi essere felice facendo il tuo destino.

Perdonatemi, mamma e papà, se potete, ma ora sono di nuovo a casa. Sto bene.

Dentro di me non c’era caos. Dentro di me c’era ordine. 
Questa generazione si vendica di un furto, il furto della felicità. Chiedo scusa a tutti i miei amici. Non odiatemi. Grazie per i bei momenti insieme, siete tutti migliori di me. Questo non è un insulto alle mie origini, ma un’accusa di alto tradimento.

P.S. Complimenti al ministro Poletti. 
Lui sì che ci valorizza a noi stronzi.

Ho resistito finché ho potuto."

Michele.



Molti quotidiani hanno riportato la notizia scrivendo a lettere cubitali che Michele si è ucciso perché non trovava lavoro, ma questo non è che la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

La verità è un'altra, Michele si è ucciso per lo schifo provato a vivere in questa realtà distorta, quella stessa realtà che noi denunciamo quotidianamente: corruzione, apatica, assenza di valori, schiavitù del lavoro, precariato, manovre politiche taglia libertà ecc.

Michele stesso si definisce "anticonformista" e nella sua lettera esprime tutta la propria rabbia verso il marciume sociale.

Dunque Michele non si è suicidato, ma è stato già dapprima ucciso da questo oscuro modello sociale, retto dal denaro e da uomini senza scrupoli.

Michele ai miei occhi è un eroe.
Ha rifiutato la vita strisciante che il potere le aveva proposto, preferendo l'ignoto come lui stesso scrive:




"Il nulla assoluto è sempre meglio di un tutto 
dove non puoi essere felice facendo il tuo destino."



C'è chi ora vede nel suo gesto una scelta disperata, io invece vedo un profondo atto di ribellione. Michele ha scelto di non partecipare al gioco truccato del sistema, Michele ha detto "no" hai sacrifici richiesti dai giacca e cravatta dietro lo schermo della Tv.

Michele ha preferito la morte alla vita non vissuta, perché ha compreso la differenza tra esistere e vivere.

Esistere significa adattarsi, conformarsi, eseguire gli ordini, modellarsi al volere del sistema dominante.

Vivere invece significa realizzare un sogno, essere padroni della propria vita e questo Michele lo aveva capito benissimo.


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giovedì 19 gennaio 2017

GRAZIE ITALIA !!! Giovanni perde il lavoro a 50 anni, ora fa il barbone...

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GRAZIE ITALIA !!! 
Giovanni perde il lavoro a 50 anni, 
ora fa il barbone...



Fa freddo a Roma in questi giorni.

Fa freddo soprattutto per le persone che devono dormire sulla strada perché non hanno una casa. Sono tanti i clochard (senzatetto) nella Capitale che, in queste ore, stanno fronteggiando un freddo assurdo. Il Vaticano e la Comunità di Sant'Egidio, per fortuna, hanno deciso di aprire le porte della chiesa di San Calisto in Trastevere ai senzatetto. Tra questi c'è Giovanni, un 50enne che, poco tempo fa, è rimasto senza lavoro. Come tanti, del resto, in Italia.


Chi non ha un posto dove dormire può entrare, dalle 20 alle 22, nella chiesa di San Calisto in Trastevere, a Roma. Molti volontari offrono assistenza agli indigenti, ai clochard e a chi, come Giovanni, si è trovato di punto in bianco in mezzo alla strada. 




Fino a poco tempo fa, il 50enne 
faceva il magazziniere per un'azienda che, all'improvviso, ha deciso di licenziarlo. 



Giovanni ha 2 figlie ed è separato. 
Da quando ha perso il lavoro, l'ex moglie gli impedisce di vedere le figlie. Il cinquantenne è consapevole che, alla sua età, in Italia è quasi impossibile trovare un impiego stabile: 'Non è facile ricominciare alla mia età, nessuno mi prende lavorare'. 

L'uomo trascorre le giornate in vari punti della Capitale, facendo attenzione a non farsi vedere dalle figlie: il suo aspetto è cambiato. In peggio.


Le persone che dormono, in queste ore, nella chiesa di San Calisto in Trastevere sono una trentina, uomini e donne. Queste, secondo i volontari, sono quelle si addormentano prima; gli uomini, invece, apprezzano scambiare qualche chiacchiera con i volontari, condividendo con loro qualche bicchiere di tè caldo. 

E' veramente apprezzabile quello che fanno i volontari per tutte le persone che si trovano nella stessa condizione di Giovanni. Questo ha affermato nelle ultime ore che non dormiva in un letto caldo da molti mesi. Si è sentito, per la prima volta, come un bambino: è stato bellissimo, per lui, addormentarsi in un posto così bello, caldo e pieno di brava gente. Un plauso a chi, gratuitamente, offre sostegno ai bisognosi e ai borderline.


...Una domanda: Le Istituzioni dove sono?

Quest'uomo ha lavorato fino a ieri, pagato tasse su tasse, per avere che cosa? Un calcio in culo e dormire sulla strada?



Fontehttp://it.blastingnews.com/cronaca/2017/01/perdere-il-lavoro-a-50-anni-e-diventare-un-clochard-la-storia-di-giovanni-001397001.html?sbdht=_pM1QUzk3wsd7orisKksP0KZb6799y1f1Y7Cl6ajPS4pPs1Di0rwptg2_



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