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lunedì 29 aprile 2019

L'attività del cretino è molto più dannosa dell'ozio dell'intelligente

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PENSATECI, fa più danno un imprenditore titolare di una fabbrica inquinante e sovraproducente o un qualsiasi barbone che rovista tra la spazzatura?

Fa più danno una fabbrica che ogni giorno produce, consuma, inquina o una capanna in mezzo al bosco?

Eppure oggi, in questa realtà dominata da pazzi, è più facile beccarsi una denuncia per "edilizia abusiva" se si costruisce una capanna nel bosco che veder puntato il dito contro ad una fabbrica.

Siamo arrivati ad un tal punto di arroganza e ignoranza che vediamo i giovani picchiare e dar fuoco a dei barboni (è successo in Italia) perché considerati derelitti, scarti dell'umanità senza valore, mentre accettano passivamente una realtà fatta di precarietà, turni massacranti, cibo malsano, aria tossica e degrado.





"L'attività del cretino è molto più dannosa dell'ozio dell'intelligente", scriveva qualcuno su facebook, ed io, ispirato da tali parole ne ho fatto un articolo per farvi riflettere ed ispirarvi a vostra volta a portare un pò buon senso in questa civiltà decaduta e destinata presto a scomparire sotto il peso del proprio grave Karma.



Risultati immagini per aviditàL'attività del cretino è quella del pescatore che pesca più pesci di quanto basti a sfamare la propria famiglia, è quella del boscaiolo che taglia gli alberi per noia, o quella del ricco imbecille che pensa solo a come alleggerire il proprio conto in banca con acquisti futili, ma è anche quella della donna viziata che accumula scarpe e vestiti che userà solo una volta, prodotti ovviamente nel terzo mondo da bambine costrette a lavorare 12 ore al giorno per sedare la dipendenza da capricci di noi occidentali viziati e mai contenti.

L'attività del cretino tocca anche il plurilaureato economista, quello che parla di perdita economica quando sui monitor dei pc, la multinazionale plurimiliardaria per cui lavora quest'anno è andata in ribasso dello 0,006%...





Le attività del cretino sono davvero infiniti e varie, 
ma la causa è sempre la stessa: 

IL LAVORO.





Il lavoro che diventa psicosi mentale, la fabbrica che produce 20 milioni d'auto all'anno e che ne venderà meno della metà, producendo così inutile immondizia che dovrà essere smaltita e "riciclata" e porterà altra gente a lavorare per smaltirla.
Certo, tutto questo costruire e distruggere produce lavoro per le persone, ma non felicità.

Nel 1800 si produceva il necessario perché la tecnologia era ancora agli inizi, ma oggi, più di due secoli dopo, stiamo producendo il superfluo, e tutto questo lavorare oltre a crearci nevrosi collettive ci rende altamente cretini, tant'è che la gente ha perso quasi totalmente la voglia di pensare, di ragionare, di ascoltare.


Quel che ci serve oggi non sono nuovi posti di lavoro, nuovi abbonamenti, nuove tecnologie o connessioni più veloci, quel che ci serve è re-imparare ad oziare. Ozio intelligente appunto.





Risultati immagini per saggio cineseI saggi cinesi che sorseggiavano tè caldo mentre filosofeggiavano sul senso della vita, donandoci preziosi insegnamenti, splendide poesie e illuminanti pensieri, sono stati uno splendido esempio per tutta l'umanità.

Il loro prendere la vita con calma, portando a termine lentamente ogni faccenda domestica rievoca nelle nostre menti affannate rinfrescanti sensazioni di pace, nettare divino di beatitudine, di calmi pensieri, di lunghe meditazioni e del contemplare la vita giorno per giorno con la stessa emozione di quando si osserva il tramonto per la prima volta.



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Eppure questi saggi uomini, non solo cinesi, ma anche greci, italiani, giapponesi ecc ecc, sono sempre stati perseguitati e uccisi nel corso della storia, la loro presenza è sempre stata avvertita dal potere dominante come uno scomodo esempio che rischiava di portare i popoli lontani dalla vita frenetica, dal lavoro forzato e dagli intrattenimenti mondani dedicati appunto agli schiavi per distrarli, se questo fosse accaduto oggi avremmo un'umanità consapevole, amante della Natura e rispettosa di tutte le creature del mondo, questo non lo si poteva permettere e così la propaganda diffuse termine come: scansafatiche, parassita della società, vagabondo, fannullone, mantenuto.




Risultati immagini per conformismoCon questi termini si andò ad etichettare non solo i saggi che utilizzavano il proprio tempo non per produrre, ma per riflettere, anche tutte quelle persone comuni che semplicemente non gli andava di seguire la via forzata (scuola - lavoro- matrimonio - figli - pensione), per questi ultimi toccò la strada, il dormire sulle panchine e l'essere perseguitati peggio dei criminali.

Certo è che l'attività del cretino ad oggi ha prodotto bombe ed armi e le ha utilizzate su altre persone, mentre l'ozio dell'intelligente non ha mai ucciso neppure una mosca.

Allora perché tutto questo accanimento verso chi infondo è il vero salvatore del mondo? Colui che non crea problemi non ha neppure bisogno di pensare a risolverli. Perché tutto questo odio verso chi non vuole vivere la vita di tutti gli altri? 

Mentre la piccola Greta incontra politici viaggiando su treni e aerei inquinanti per dirci di salvare il pianeta, ci sono oziosi in tutto il globo che il mondo lo salvano ogni giorno grazie al loro "digiunare" dal consumismo e dai vizi del mondo.

Prendiamo esempio.





mercoledì 14 giugno 2017

Fermati e riposati! Lavorare troppo nuoce alla salute.


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Lavorare troppo nuoce alla salute






Nella società capitalista il lavoro è 
la causa di tutta la degenerazione intellettuale, 
di tutta la deformazione organica.

Paul Lafargue



Viviamo all’interno di una società supertecnologica e sconfitta allo stesso tempo, dove il lavoro è diventato il motore dell’economia globale.


Avete mai pensato agli immensi guadagni che produce il mondo lavoro a dottori, psicologi, avvocati e giudici? Gran parte dei nostri malanni sono appunto il frutto del troppo lavoro.

Tutte quelle persone che impazziscono dallo stress causato da un lavoro coatto, innanzitutto danno lavoro ai dottori, che gli somministrano medicine e alle case farmaceutiche che le creano, poi agli psicologi che stanno ad ascoltare i problemi delle persone, infine anche ad avvocati e giudici, quando di tratta affrontare divorzi.


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Perché la gente ricorre allo psicologo? 

Perché in casa spesso non c’è nessuno disposto ad ascoltarli, tutti sono sempre troppo occupati e così pieni di problemi che l’ultima cosa che gli viene in mente è sedersi ad ascoltare quelli altrui.

Il tempo come vedete è prezioso e qualcuno ce lo toglie intenzionalmente da quando siamo nati, quanti soldi si risparmierebbero se avessimo il tempo di fermarci a riflettere prima di agire…





Nella società dei consumi poi, risulta ormai difficile trovare una persona sana e senza vizi.




Tutti in un modo o nell’altro siamo legati a qualche farmaco, a qualche analgesico per i dolori, a qualche antidepressivo, al consumo di alcool e di tabacco o al consumo spropositato di dolci o di caffè.

I vizi però non nascono mai dal nulla, ma sempre da una mancanza di qualche tipo, tuttavia la gente sembra ignorare che la causa di tutto ciò risiede proprio nello stile di vita che conduce, e così continua imperterrita sulla stessa strada, tamponando i disagi con rimedi temporanei e spesso costosi che tamponano i loro problemi momentaneamente, ma non li risolve per niente.


Risultati immagini per paperino lavoroOvviamente l’opzione “sto lavorando troppo”, viene scartata a priori nella mente dello schiavo moderno, giacché egli è stato addestrato a vedere il lavoro come qualcosa di sacro e necessario, di cui dover ringraziare per avere il privilegio di averlo.

Io invece vi dico che la causa della gran parte dei vostri mali risiede proprio nel lavoro, pensate ai turni notturni che da quando sono stati introdotti nella vita delle persone, non hanno fatto altro che peggiorare patologie come il diabete, all’aggravarsi di problemi digestivi e delle malattie cardiovascolari, senza contare l’aumento delle forme di depressione e la carenza di vitamina D, causata della ridotta esposizione alla luce solare. 


Risultati immagini per turni notturniIl lavoratore notturno, infatti, è costretto a riposare durante le ore diurne, andando così a scombussolare il naturale ciclo del sonno/veglia e dovendo ricorrere frequentemente ad ansiolitici, sonnifere e sedativi per riuscire a riposare correttamente, anche in questo caso si vanno a tamponare i disagi senza risolverne la causa. 

Anche il metabolismo ne risente dei turni lavorativi, a sua volta sconvolto nei suoi ritmi circadiani naturali, noti anche come orologio biologico. 

Verrà logico intuire che una parte dei soldi guadagnati al lavoro servirà per rimediare ai malanni causati da quest’ultimo.
Lavorare troppo nuoce gravemente non solo alla salute, ma anche alla vostra creatività, difatti se un essere umano nasce creativo, una volta passato tra le feroci presse di scuola e lavoro, smetterà di esserlo. 


Il dovere viene fatto accettare uccidendo la creatività.
Risultati immagini per giocarePer far questo si convincono i giovani che disegnare, comporre musica, cantare, ballare, giocare, sognare e innamorarsi, sono tutte cose improduttive, che riempiono la testa, ma non lo stomaco, allora, a forza di sentirsi ripetere ogni giorno che gioire delle cose belle della vita è sbagliato, l’essere umano finirà per autoconvincersi che davvero è così, e accetterà la malsana idea che adeguarsi a condurre una vita monotona sia la soluzione per essere accettato dalla maggioranza delle persone cosiddette normali.

Questo fatto si può notare in tutti quegli uomini che, una volta finito quel calvario esistenziale durato moltissimi anni, non sanno più cosa farsene del loro tempo libero, questi uomini diventano improvvisamente depressi e viziosi, perché d’un tratto tutto quel tempo libero di cui finalmente possono disporre, risulta per loro come un grande vuoto, così si abbandonano ad ogni genere di vizi, dall’alcool al gioco d’azzardo, ai gratta e vinci e alle scommesse.






La noia è il frutto velenoso del mondo moderno.




In una società più libera, gioia e creatività scorrerebbero come fiumi in piena in ogni dove, ognuno vivrebbe i propri giorni intensamente, non si abbandonerebbe più ai vizi, poiché non ne sentirebbe nemmeno più il bisogno, ogni paese brulicherebbe di feste e musica e non più di strade deserte e di milioni di case e appartamenti spenti al silenzio della notte.

Il troppo lavoro è spesso la causa dei divorzi, perché come possono mai andare d’accordo due persone che tornano entrambe sfinite dai doveri quotidiani, in preda all’ansia e al nervosismo, per ritrovarsi a casa a lavorare nuovamente per cucinare, fare le pulizie, lavare e stirare, mandare i bambini a scuola e tutto questo con il tempo contato?


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Se la gente avesse più tempo a disposizione, divorzierebbe di meno, perché più tempo significa dialogare e ascoltarsi, due persone perennemente disperate invece, non possono che sbraitarsi addosso a vicenda, senza sapersi ascoltare, navigando così nell’incomprensione che li porterà presto a prendere strade diverse.

Non c’è da meravigliarsi che le coppie al giorno d’oggi si separino, quando a casa così stanche e distrutte dal lavoro, da non aver neppure più le forze per fare l’amore. Tutto ciò è disumano! 

Il troppo lavoro è anche la causa, come vi ho detto, dell’insorgere di moltissime malattie, da quelle leggere a quelle più gravi, pensate solo a quanti soldi siete costretti a spendere ogni mese per acquistare integratori multivitaminici per contrastare la stanchezza causata dal vostro stile di vita frenetico. 





Madre Natura ha creato la stanchezza come campanello d’allarme per dirci: 

Fermati e riposati! Il tuo fisico deve recuperare energia.”




E invece noi cosa facciamo? Tamponiamo anche in questo caso il campanello d’allarme ignorandolo e assumendo integratori che non sarebbero necessari se ci fosse concesso riposo.

Lo stress accumulato poi da uno stile di vita frenetico e costantemente sotto pressione è il fiore all’occhiello di moltissimi problemi psichici che portano il lavoratore a vivere male. 

La depressione è figlia del mondo moderno, con le sue città, le sue infinite strade trafficate e le sue fabbriche inquinanti, le sue metropolitane sovraffollate, lo smog che impregna l’aria, la gente sempre più robotizzata e sempre meno umana. 





La depressione sorge laddove risiede l’infelicità.




Risultati immagini per depressione paperinoQuando insorge in noi la depressione è segno che è giunta l’ora di fermarci, prenderci una lunga pausa e ritrovare l’equilibrio perduto, ma oggi tutto ciò è pressoché impossibile, la gente è terrorizzata dall’idea di assentarsi dal lavoro per tutto il tempo necessario che serve per ristabilirsi. 

Anche per una banale influenza oggigiorno si ricorre ai farmaci che in men di tre giorni permettono di tornare al lavoro, ma questo non è curare! 

Il tempo necessario all’influenza perché svolga il suo naturale corso, varia dai sei fino ai dieci giorni e ciò che suggerisce la natura in questo breve periodo è di coricarsi a letto sotto le coperte e riposare, alzandoci di tanto in tanto per prepararci una tisana calda e per mettere legna sul fuoco. 

La vera guarigione avviene con il riposo fisico e mentale., essere ammalati, infatti, è una buona occasione non solo per curare il proprio fisico, ma anche per curare la mente. 

Lunghi giorni di riposo ci consentono di leggere, di abbandonare temporaneamente i nostri impegni quotidiani, di alzarci tardi la mattina, di mangiare senza fretta, di girare per casa tutto il giorno in pigiama e di concederci lunghi bagni rilassanti al lume di candela, ascoltando la musica che più ci piace, in questo modo le nostre batterie sia fisiche, sia mentali, si ricaricheranno al 100%.

Il sol fatto poi di restarvene a letto sapendo che in quel momento i vostri colleghi si sono alzati da un pezzo e stanno già lavorando, moltiplicherà ulteriormente il vostro piacere.

Chi non ricorda con nostalgia il benessere che si provava da giovani nel restarcene a casa con la febbre, mentre tutti gli altri dovevano andare a scuola? 





Un’intera mattinata vissuta nella totale assenza di regole, di sveglie e di obblighi.




Non sprecate dunque il prezioso dono di essere ammalati, (sia chiaro stiamo parlando di malanni banali, come un raffreddore, l’influenza, un po’ di febbre…), prendetevi tutti i giorni che vi servono per guarire, perché il tempo è il miglior dottore che esista e soprattutto, non costa niente.

Riposatevi senza vergognarvi di cosa penseranno i vostri colleghi nel frattempo al lavoro, ricordate che voi siete essere umani, non muli da traino!


Daniele Reale


Tratto dal libro non ancora pubblicato "Di riposo non è mai morto nessuno"

mercoledì 22 febbraio 2017

L’ozio salverà il mondo

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L’ozio salverà il mondo




“L’idea che il povero possa oziare ha sempre urtato i ricchi”

Bertrand Russell
(elogio ozio)


Oziare non solo è bello, ma colora la vita dell’individuo, la riempie di poesia, di amore e di creatività. Starsene fermi, godendo del dolce far niente, mette di buon umore e scaccia i brutti pensieri dalla testa.

La nostra è una società che ha estremo bisogno di riposare perché è diventata così tanto laboriosa da esserne diventata totalmente stupida. Basti pensare alla fatidica domanda che ci fanno e facciamo sempre: “Cosa fai nella vita?”.

Tutti rispondono parlando del lavoro che svolgono, mai nessuno che risponda semplicemente: “Vivo” .


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Questo fatto di identificare la propria vita con il lavoro che si svolge, la dice lunga sul senso della vita moderna, e poi tutti questi stupri, queste sparatorie, questi omicidi tra le mura domestiche, sono il risultato di una civiltà che ha toccato da troppo tempo il fondo e non ne vuole sapere di darsi la spinta per risalire verso valori più elevati. 

Non vedo motivo di essere violento quando possiedi una casa, del buon cibo, un letto, un rapporto affettivo, tanti amici e una natura incontaminata su cui rifugiarti quando senti il bisogno di star solo. 
La casa, per esempio, dovrebbe spettare di diritto all’essere umano e non essere una fonte continua di spese. 





Che senso ha pagare una tassa sul possesso della casa, quando hai già speso una fortuna per acquistarla? 



Quando di rado poi accendo il televisore, le notizie sono sempre le stesse: 

“Rossi ha ucciso Gialli con quarantacinque coltellate sulla schiena, lasciandolo poi a terra in una grande pozza di sangue.” 

(notare come i media ci tengano a precisare sempre i minimi particolari del delitto).


Risultati immagini per ozioA quel punto io penso sempre: “Non mi stupisco se questi fatti accadono, mi stupirei invece se questi fatti non accadessero più, perché in una società così lontana dalla vita, dalla pace, dal rispetto verso il prossimo, dall’uguaglianza e dal buon senso, tutto questo è dannatamente normale.” 

Per questo predico tanto l’ozio, non c’è altra soluzione ai mali che affliggono l’umanità che una sana cura di buon riposo per il corpo, la mente e lo spirito, è giunta l’ora di rovesciare questo insensato culto della fatica e di sostituirlo con il culto del buon riposo.

Sia ben chiaro, riposare non significa non far nulla dalla mattina alla sera, ma fare il giusto, nulla di più, nulla di meno.

Daniele Reale



Tratto dal mio libro "Di riposo non è mai morto nessuno".
Libro in attesa di un gentile editore che si offra di pubblicarlo ad onor di causa e non a pagamento...


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lunedì 23 gennaio 2017

Il lato buono della disoccupazione (trasformare il negativo in positivo)



Il lato buono della disoccupazione


Per molti la disoccupazione è uno spettro che si nutre delle proprie paure e angosce, che trasforma la parola “futuro” in uno schermo vuoto nella mente, per altri invece significa cambiamento.


E’ vero, tante persone si sono suicidate con l’avvento della crisi economica, ma molte altre sono riuscite a trovare la loro strada.


Volgarmente detto:

“Quando l’acqua tocca il culo,
affoghi o accendi la lampadina sulla testa che ti permette di trovare 

la soluzione per restare a galla”.







Risultati immagini per soddisfazione personaleIo per esempio, grazie al tempo libero dato dalla disoccupazione, ho cominciato a scrivere libri e prendere coscienza di questa situazione che fino a ieri non comprendevo, come molte altre cose del resto. Non sto dicendo che scrivere mi stia facendo restare a galla, anzi, mi ritrovo ancora costretto a elemosinare lavori che detesto, da bravo schiavo quale sono, ma almeno ho trovato il tempo per fare qualcosa che mi piace e che mi dia soddisfazione personale e penso che ognuno di voi dovrebbe sfruttare l’opportunità che la disoccupazione offre, che è quella di mettersi in gioco e sfruttare le proprie potenzialità per raggiungere uno scopo.


Altro lato positivo della disoccupazione è di avere tempo a disposizione per pensare, per esempio vai al supermercato con i soldi contati, vedi una maglia che ti piace e pensi subito: “Se avessi i soldi la comprerei”, poi però pensi che a casa di maglie simili a quella ne hai pieno l’armadio e che in fondo quell’acquisto sarebbe solo un altro capriccio e ci rinunci. 



Inizi quindi a stare molto più attento a come spendi i tuoi soldi, acquistando solo il necessario.


Avere a disposizione un salario fisso ogni mese invece, porta il lavoratore a spendere costantemente i suoi soldi, avere un lavoro fisso porta inevitabilmente il lavoratore a diventare un feroce consumatore, al contrario, la disoccupazione porta a un consumo più moderato e consapevole, ma soprattutto porta a riscoprire l’autoproduzione di cui vi parlerò più avanti.


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Perché la gente sente costantemente il bisogno di acquistare merci? 

Perché interiormente si sente insoddisfatta, percepisce che le manca qualcosa, ma non sa cosa e allora tenta di riempire quel vuoto acquistando merci.


L’atto di spendere i nostri soldi ci fa sentire in qualche modo potenti perché tutta la nostra cultura è stata progettata sull’apparenza, ma tutto questo apparire, tutti questi sforzi per restare a passo con i tempi e con le mode, non fa altro che renderci stanchi, quello che facciamo in realtà è solo combattere la noia che proviamo, e togliendoci il tempo di pensare con la strategia delle otto ore lavorative giornaliere, fanno in modo che non arriviamo mai a darci delle risposte.

La soluzione non sta nell’acquistare merci, ma nel limitarne drasticamente l’acquisto, a favore di attività che ci possono regalare soddisfazione pur non avendo nulla a che fare con il denaro, come fare lunghe passeggiate ristoratrici, osservare il sole, la luna e le stelle, fare lunghe conversazioni con gli sconosciuti, imparare storie nuove, leggere un libro o semplicemente vagare nei labirinti della propria mente.

Disoccupazione non deve significare solo paura, angosce e sensi di colpa, ma anche la possibilità di riscoprire le cose semplici della vita, passare più tempo con se stessi dev’essere un’occasione per evolvere, per sviluppare le proprie potenzialità e per comprendere cosa si vuole davvero dalla vita.

Daniele Reale


Testo estratto dal mio libro "Di Riposo non è mai morto nessuno."


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mercoledì 9 novembre 2016

Qual'è la SOLUZIONE al lavoro coatto? Alla vita frenetica e stressante?

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Qual'è la SOLUZIONE al lavoro coatto?
 Alla vita frenetica e stressante?



“Se tutti lavorassero per il proprio pane e 
niente più, ci sarebbe abbastanza cibo e 
tempo libero per tutti...
 I nostri bisogni si ridurrebbero al minimo, 
il nostro cibo si semplificherebbe. 
Allora mangeremmo per vivere,
 anziché vivere per mangiare.”

Mohandas Gandhi



L’essere umano del futuro non lavorerà più di quattro ore al giorno, produrrà il necessario e nulla più, si nutrirà in modo naturale e sarà particolarmente creativo, si farà il pane in casa così come il sapone e lo shampoo, preferirà l’aria aperta alla tv e avrà centinaia di amici, con le mani costruirà ogni cosa gli sia utile, rimparerà l’arte della solidarietà e in questo modo non temerà più nessuna crisi economica, nessuna recessione, nessun debito pubblico, nessun pignoramento dei propri beni, perché saprà che ci sarà sempre qualcuno disposto ad aiutarlo nel momento del bisogno.





Risultati immagini per compassione
L’essere umano di domani non consegnerà il futuro dei propri figli nelle mani delle istituzioni, perché la sua comunità sarà la sua scuola, verrà insegnato ai bambini innanzitutto a divenire consapevoli, compassionevoli, rispettosi e intelligenti, e si stimolerà in tutti i modi possibile la loro creatività e il loro entusiasmo, non ci sarà più un'unica limitata visione del mondo, ma milioni di visioni del mondo differenti. 




Risultati immagini per coscienza individualeNon esisterà più la rozza coscienza di gruppo o peggio ancora, quella della folla, ma singole e potenti coscienze individuali, tutte indirizzate al benessere dell’intera umanità, intenzionate a raggiungere le vette spirituali dell’anima, in ogni dove si insegnerà a perseguire la felicità e non più la ricchezza, le malattie verranno accompagnate da lunghi giorni di riposo e il sole tornerà a determinare la durate delle giornate, sveglia e orologi verranno usati solo come vecchi soprammobili d’antiquariato.





Risultati immagini per calma interiore
Tutto quello che dobbiamo fare è semplicemente rallentare i nostri ritmi, fare del sonno una buona medicina e non più un pit-stop tra un dovere e l’altro, se per tutta la vita ci siamo allenati ad andare di fretta, ora è giunto il momento di rimparare a camminare lentamente, respirando con calma e godendo del presente, ma per giungere a tutto questo bisogna ovviamente partire dalle piccole cose.



Se anche voi credete che lavorare otto ore al giorno, sei giorni su sette, cinquanta settimane su cinquantadue, sia davvero troppo, allora impegnatevi fin da subito a crearvi la soluzione. 



Avete capito bene, C-R-E-A-R-V-I la soluzione, perché non ci sarà nessuno disposto a farlo per voi.


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L’errore che molte persone fanno è quello di credere che la soluzione ai loro problemi si possa trovare con la stessa facilità con cui si va al supermercato a fare la spesa o standosene seduti comodamente sul divano di casa, no, non è così, ognuno di noi lotta per raggiungere l’equilibrio e la felicità e questa lotta è costante fino a quando non capiremo tutti assieme che aiutarsi a vicenda richiede cento volte meno sforzo che compiere azioni individuali.


Prima cosa, cominciate a lamentarvi delle vostre catene con i vostri colleghi, i vostri amici e la vostra famiglia, in questo modo scoprirete che moltissime persone attorno a voi non hanno la minima idea di avere la catena al piede da una vita.


Seconda cosa, gettate il seme del cambiamento. 
Risultati immagini per disobbedienteOvviamente molti vi risponderanno che lavorare tanto è giusto, che otto ore tutto sommato sono ancora poche e che basta la domenica per riposarsi, poi, pian piano, si accorgeranno che avevate ragione e finalmente comprenderanno anche loro l’importanza del tempo.

Cosa importantissima, non arrendetevi davanti a chi vi dice: 



“Cosi stanno le cose e tu non ci puoi fare niente.”


Se loro si danno già per sconfitti è un problema loro non tuo. 

Vogliono rimanere schiavi per il resto della loro vita? 
Bene, lasciateli in pace, per loro non c’è più nessuna speranza!
Dopo che avete cominciato a parlarne, noterete con il passare del tempo che sarete sempre più convinti di ciò che dite e di ciò pensate, a quel punto concentrate tutte le vostre energie nel crearvi la soluzione.

Pensate bene a cosa vi piacerebbe fare nella vita, senza soffermarvi troppo a pensare a quanti soldi guadagnerete con il lavoro che desiderate fare. Mettete sempre al primo posto la vostra felicità che il denaro.



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Quando avrete le idee chiare, perseguitate quell’obiettivo come un traguardo da raggiungere e correte verso di esso come aveste una palla di fuoco alle spalle che vi rincorre. Se arrivate a questo traguardo, sarete già a buon punto, ma potete fare ancora di meglio.


Il prossimo passo cui aspirerete, sarà quello di avere un lavoro in proprio, senza padroni. Dipendere da un lavoro salariato, cosa comune di questi tempi, ci da si da una parte sicurezza, ma dall'altra ci toglie ogni possibilità di provvedere a noi stessi.



Noi non abbiamo bisogno di più lavoro, 
ma di più umanità. 



Non possiamo sperare di viverebene, alimentando un sistema basato sullo sfruttamento. Ovviamente se decidete di non avere padroni almeno nel lavoro, dovrete fare i conti con il potere, che farà di tutto per rendervi la vita difficile, tassandovi l’impossibile pur di azzannare il vostro osso.


Questo è l’ostacolo più grosso che dovrete affrontare per raggiungere il vostro traguardo. Se poi la tassazione è tale da farti vivere solo per lavorare, ti rimangono tre possibilità a tua scelta. 

La prima, seguire l’ottimo esempio suggerito da Mahatma Gandhi:



«Rifiutarsi di pagare le tasse è uno
dei metodi più rapidi per sconfiggere un governo»



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La seconda possibilità è di mettere da parte i tuoi risparmi e acquistare un piccolo terreno in campagna, dove sia presente acqua corrente e legna in abbondanza. A quel punto vivrai povero ma senza inutili angosce.

Potrai recuperare un vecchio boiler a legna in una discarica di ferramenta per riscaldare l’acqua. La bicicletta o un vecchio motorino diventeranno il tuo mezzo di spostamento. 

Potrai modificare una vecchia lavatrice in modo tale che funzione da cyclette, risparmierai sicuramente sulla corrente elettrica e ti terrai allo stesso tempo in forma!



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Questa scelta è tutt’altro che facile da prendere, richiede molta responsabilità oltre che una massiccia dose di coraggio, ma io credo che fare questa scelta sia utile anche a rivelare da che genere di persone siamo circondati.

Se amici, parenti, fidanzate/i, verranno spesso a farci visita e saranno solidali con noi, sapremmo di essere circondati da dei veri esseri umani, se invece questi ultimi si faranno presenti solo nei primi due-tre mesi, così, tanto per solidarietà, allora comprenderemmo con che persone avevamo a che fare.

Questa esperienza dal mio punto di vista può essere una buona occasione per comprendere cosa c’è di vero e autentico nelle nostre vite. Se poi alla tua iniziativa riesci a unire altre persone che la pensano come te, allora non sarai più solo e tutto diverrà più facile, le fatiche saranno dimezzate e guadagnerete poco alla volta sempre più tempo libero.

Il primo passo è sempre quello più faticoso, non scoraggiatevi dunque, perché per ottenere un cambiamento radicale servono scelte altrettanto radicali. 



Ogni metallo per divenire puro dev’essere forgiato attraverso il fuoco, così l’uomo deve attraversare la sofferenza prima di divenire un essere umano autonomo e consapevole.


La terza possibilità è quella di entrare a far parte di una comunità in un ecovillaggio.


Risultati immagini per vita ecovillaggioGli ecovillaggi sono delle piccole comunità autonome fondate sulla solidarietà e l’uguaglianza, dove si punta a vivere nel rispetto della natura, in modo semplice e autogestito, fino ad ora è il modo di vivere più vicino al concetto vero di anarchia.

Gli ecovillaggi nascono spesso sulle rovine di paesi, borghi o villaggi abbandonati dall’uomo, portati a nuova vita attraverso un opportuno restauro, altri invece sono costruiti da zero, utilizzando più materiale naturale possibile, come il legno, la paglia, la canapa e i sassi per costruire le case.

Non fatevi ingannare dalle apparenze! 
Non sto certo parlando né delle costruzione primitive da tribù, né delle casette dei tre porcellini! 


Risultati immagini per case pagliaLe moderne case di paglia e legno, utilizzano blocchi di paglia pressati che vanno a sostituire mattoni e forati in terracotta, la struttura di tali case o “scheletro”, invece viene fatta con travi di legno, limitando l’uso del cemento armato solo alle fondamenta. 
Una volta assemblate le pareti con i blocchi di paglia, vengono poi rivestite con una speciale malta ignifuga che protegge l’abitazione da fuoco, acqua, aria e umidità.


Risultati immagini per case pagliaUna delle particolarità di tali abitazioni è la loro maggiore resistenza ai terremoti rispetto alle case tradizionali, poiché la paglia assorbe e disperde le vibrazioni, al contrario della terracotta e del cemento che tendono a sbriciolarsi a causa della loro rigidità, ma i pregi della paglia considerata per molti uno scarto senza valore, non sono finiti qui, i muri di paglia permettono un maggiore isolamento acustico e un maggiore isolamento termico, assicurando più caldo d’inverno e più fresco d’estate.

Inutile dire che i costi di una casa in paglia e legno, sono sicuramente più bassi rispetto ad una casa tradizionale, grazie anche alla possibilità di arrangiarsi nell’autocostruzione.

In questi ecovillaggi si vive per il proprio pane e per quello della propria comunità, e a seconda della zona in cui sorge l’ecovillaggio, varierà anche lo stile di vita. 



L’idea di partenza è quella di fondare una società rispettosa e pacifica, priva di schiavi e di padroni.


A mio avviso questo è un ottimo punto di partenza per chi crede di non farcela a vivere da solo, inoltre è un ottimo modo per cominciare a creare una degna eredità alle generazioni future.



Risultati immagini per vita ecovillaggio
In questi ecovillaggi si cerca di essere indipendenti anche sul settore energetico, producendosi l’energia elettrica necessaria ad avere una vita confortevole, attraverso pannelli solari, biomasse, piccoli impianti eolici e idroelettrici.

Se vogliamo diventare liberi, dobbiamo cominciare a consumare di meno, perché più merce acquistiamo e più siamo costretti a sudare per produrla. Ognuno di noi crede di acquistare le cose con i soldi, invece le acquista con le proprie fatiche e il proprio sudore, di questo dovremmo ricordarci quando ci troviamo al lavoro e le ore non ci passano più.

La noia è di per sé una tortura, non c’è peggio che guardare l’orologio pensando siano passate alcune ore e accorgersi invece che sono appena passati solo pochi minuti.

Limitare quindi gli acquisti al supermercato, imparando un po’ alla volta a creare ogni cosa con le proprie mani è il giusto inizio verso una vita più serena.


Risultati immagini per pane fatto in casaGrazie ad internet, oggi si possono imparare a fare davvero un sacco di cose a casa, come il pane, la pasta, la marmellata, gli sciroppi, essiccare la frutta e la verdura per l’inverno, ma anche a costruirsi delle semplici ed economiche stufe a pirolisi che consentono lunghe ore di economia, consumando pochi trucioli di legno al giorno, le possibilità sono davvero tante, basta accumulare tempo, buona volontà e tanta pazienza, indispensabili per diventare autonomi.



Una volta raggiunta l’autonomia desiderata non resta che imparare a gestire il proprio tempo come meglio si crede.


Risultati immagini per permaculturaReimparare a coltivare la terra è un altro passaggio necessario per diventare persone autonome, coltivare vegetali impegna sicuramente tempo e fatica, ma allo stesso tempo regala immense soddisfazioni. Mangiare un peperone, un pomodoro o una melanzana che avete visto crescere giorno per giorno grazie alle vostre cure e attenzioni, vi renderà sicuramente felici e vi permetterà di gustarvele mille volte di più di quelli che acquistavate al supermercato.

La soluzione dunque non è una cosa prestabilita e uguale per tutti, chi crede in questo è il tipico automa moderno ormai incapace di provvedere a se stesso e anche solo di immaginare un modo diverso di vivere da quello proposto dai santoni del capitalismo.

Esistono tante piccole soluzioni che vanno però adattate alla propria personalità, viene da sé che se un individuo detesta avere le mani sporche di terra e sentire l’odore del letame, non troverà la propria soluzione fuggendo in campagna, ognuno quindi deve riflettere profondamente e in modo chiaro su ciò che vuole davvero fare prima di compiere scelte azzardate.



Risultati immagini per fuga in campagna
Certo è, che la fuga in campagna rappresenta la prima vera e propria strada verso la propria libertà individuale, lontano da strade trafficate e dalle continue tentazioni dei negozi, avere inoltre la possibilità di decidere quando, dove e come, fermarsi a riposare, senza la pressione di orari prestabiliti da rispettare contribuirà sicuramente a scacciare di dosso ansie e stress.

In conclusione, scegliere di vivere una povertà moderata non è una strada tutte rose e fiori, ma più rivelarsi la soluzione dell’inizio del vostri problemi.

Daniele Reale

Questo testo è tratto dal mio libro non ancora pubblicato "Di riposo non è mai morto nessuno".



Giunge il risveglio del mattino
il sogno è rimasto sul bianco
del cuscino, affacciato alla
finestra ancora assonnato
osserva la nebbia scesa che
appanna la pianura estesa.
Offuscati sono i colori della
giornata attesa, giungono
felpati i primi rintocchi delle
campane, volano sopra i
tetti rossi tra il vapore dei
camini, spavaldi solitari
pettirossi. S’aprono tra
squarci di nuvole rosate
visioni di speranze

mai abbandonate.

Gianni Langmann