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lunedì 23 gennaio 2017

Il lato buono della disoccupazione (trasformare il negativo in positivo)



Il lato buono della disoccupazione


Per molti la disoccupazione è uno spettro che si nutre delle proprie paure e angosce, che trasforma la parola “futuro” in uno schermo vuoto nella mente, per altri invece significa cambiamento.


E’ vero, tante persone si sono suicidate con l’avvento della crisi economica, ma molte altre sono riuscite a trovare la loro strada.


Volgarmente detto:

“Quando l’acqua tocca il culo,
affoghi o accendi la lampadina sulla testa che ti permette di trovare 

la soluzione per restare a galla”.







Risultati immagini per soddisfazione personaleIo per esempio, grazie al tempo libero dato dalla disoccupazione, ho cominciato a scrivere libri e prendere coscienza di questa situazione che fino a ieri non comprendevo, come molte altre cose del resto. Non sto dicendo che scrivere mi stia facendo restare a galla, anzi, mi ritrovo ancora costretto a elemosinare lavori che detesto, da bravo schiavo quale sono, ma almeno ho trovato il tempo per fare qualcosa che mi piace e che mi dia soddisfazione personale e penso che ognuno di voi dovrebbe sfruttare l’opportunità che la disoccupazione offre, che è quella di mettersi in gioco e sfruttare le proprie potenzialità per raggiungere uno scopo.


Altro lato positivo della disoccupazione è di avere tempo a disposizione per pensare, per esempio vai al supermercato con i soldi contati, vedi una maglia che ti piace e pensi subito: “Se avessi i soldi la comprerei”, poi però pensi che a casa di maglie simili a quella ne hai pieno l’armadio e che in fondo quell’acquisto sarebbe solo un altro capriccio e ci rinunci. 



Inizi quindi a stare molto più attento a come spendi i tuoi soldi, acquistando solo il necessario.


Avere a disposizione un salario fisso ogni mese invece, porta il lavoratore a spendere costantemente i suoi soldi, avere un lavoro fisso porta inevitabilmente il lavoratore a diventare un feroce consumatore, al contrario, la disoccupazione porta a un consumo più moderato e consapevole, ma soprattutto porta a riscoprire l’autoproduzione di cui vi parlerò più avanti.


Risultati immagini per consumismo
Perché la gente sente costantemente il bisogno di acquistare merci? 

Perché interiormente si sente insoddisfatta, percepisce che le manca qualcosa, ma non sa cosa e allora tenta di riempire quel vuoto acquistando merci.


L’atto di spendere i nostri soldi ci fa sentire in qualche modo potenti perché tutta la nostra cultura è stata progettata sull’apparenza, ma tutto questo apparire, tutti questi sforzi per restare a passo con i tempi e con le mode, non fa altro che renderci stanchi, quello che facciamo in realtà è solo combattere la noia che proviamo, e togliendoci il tempo di pensare con la strategia delle otto ore lavorative giornaliere, fanno in modo che non arriviamo mai a darci delle risposte.

La soluzione non sta nell’acquistare merci, ma nel limitarne drasticamente l’acquisto, a favore di attività che ci possono regalare soddisfazione pur non avendo nulla a che fare con il denaro, come fare lunghe passeggiate ristoratrici, osservare il sole, la luna e le stelle, fare lunghe conversazioni con gli sconosciuti, imparare storie nuove, leggere un libro o semplicemente vagare nei labirinti della propria mente.

Disoccupazione non deve significare solo paura, angosce e sensi di colpa, ma anche la possibilità di riscoprire le cose semplici della vita, passare più tempo con se stessi dev’essere un’occasione per evolvere, per sviluppare le proprie potenzialità e per comprendere cosa si vuole davvero dalla vita.

Daniele Reale


Testo estratto dal mio libro "Di Riposo non è mai morto nessuno."


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6 commenti:

  1. Ragionamento logico e quadrato! Condivido.

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  2. Questo Daniele dev'essere giovane e sano e naturalmente senza figli, o comunque senza responsabilità verso persone che dipendono da lui, così può tranquillamente bighellonare e "sviluppare le proprie potenzialità e per comprendere cosa si vuole davvero dalla vita".
    Ne riparliamo quando avrà mangiato un po' più di polenta.

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    1. E' grazie a gente come te, che con la scusa del proprio "orticello" da innafiare, oltre a strafottersene di tutto e tutti, da implicitamente il proprio assenso a questo sistema. Non avere dubbi Lorenzo.. tuo figlio/a o i tuoi figli, tra qualche anno, toccheranno con mano questa situazione di ricatto implicito, dove le strade sono essenzialmente due: disoccupazione, oppure disoccupazione intervallata da lavoretti schiavisti del cazzo sottopagati e del tutto ricattabili, e a 25-30 anni saranno individui del tutto frustrati. Quando magari tua figlia appena addolescente proporrà prestazioni sessuali su internet o nei bar per una ricarica del telefono ad esempio. Complimenti per il tuo "ragionamento" da cervello quadrato chiuso, da very original italians, della serie sei a casa e non lavori? = sei un "fancazzista"... Nel tuo piccolo, TU hai la tua piccola parte di co-responsabilità, per aver ACCETTATO, insieme alla maggioranza di pecorelle italiotelle come te, e ad ogni modo difeso questo sistema, ACCETTANDO di divenirne parte, su questo non c'è alcun dubbio, che ti piaccia o meno. Perchè, nonostante il tuo cervello possa aver assorbito troppa polenta, un alternativa esiste SEMPRE. Secondariamente, le persone non sono tutte uguali, e non affrontano tutte le stesse identiche situazioni di vita. Oltretutto il lavoro garantito e il posto fisso, NON ci sono più. Nei nuovi contatti "a tempo indeterminato", di indeterminato cè solo la precarietà, la ricattabilità implicita, lo sfruttamento, e la mancanza di qualsivoglia diritto che fino a meno di un decennio fà era la NORMA. Ormai l'orizzonte lavorativo è mediamente, rappresentato da periodi di disoccupazione, e periodi di attività schiav.. "lavorativa" con contrattini-pistola da qualche mese, generalmente 1, 3, raramente 6, ovviamente con le condizioni di cui ho scritto poche righe sopra. Quindi non farci la tua stupida e scontata morale, perchè non è colpa di nessuno, ma tua soltanto, se vivi la vita che da come scrivi è sicuramente grigia e frustrante. O credi che nei Paesi dell'eurozona, deine di milioni di persone siano felici di "bighellonare" senza nessuna prospettiva???. Prima di cinciare è necessario avere un encefalo che funzioni adeguatamente e che sia scevro dai soliti preconcetti, frasi fatte, e pregiudizii. Sarebbe meglio che indirizzassi la tua evidente frustrazione verso le VERE cause di questo massacro sociale, la cui origine ricade primariamente nell'inattività e nell'ignoranza della gente, oltre all'edonismo ed egoismo al di sopra di tutto e tutti; e secondariamente alle politiche suicide, adottate da organismi sovranazionali senza alcuna legittimità, e che hanno potuto fare tutto questo proprio grazie all'ignavia, al menefreghismo e all'ignoranza delle masse.

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  3. Vero quello che dici è molto ralista, ma appena ti accorgerai che lo sfruttamento del tuo lavoro non ti permette di mantenere dignitosamente figli e famiglia. Diventa più ralista intraprendere, nuove strade. Ovvero sviluppo le proprie capacità, fantasie, invenzioni, meglio se con altri, rapportarsi, con spirito di iniziativa diverso, creare nuove forme, nuovi ambiti, di vita e di "lavoro". Per questo occorre lettere per il reddito garantito, perché se una macchina lavora x te, e ti porta via il posto di lavoro, è studio mettersi in concorrenza con la macchina, ma è intelligente rivendicare che la differenza tra il salario e il costo macchina ti vengo riconosciuto, per che la macchina ha come scopo quello di alleviare e migliore la vita dell'oca. Non quello di gettarlo sul lastrico! Al solo scopo di incrementare il capitale delle multinazionali e della finanza da giocare in speculazioni di borse.

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  4. Sorry per gli errori di ortografia:
    studio = stupido
    Oca = uomo
    ;-)

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  5. Condivisibile. Bisogna soprattutto cercare di utilizzare il tempo in modo creativo. Apprendere qualcosa di nuovo ogni giorno. Il bricolage ad esempio, fare molte cose da sé. Cucinare, cucinare bene. Abbracciare espressioni creative più o meno profonde, l'artigianato che è imparare tecniche e conoscere le potenzialità dei materiali, scegliere ed usare quelli giusti. La fotografia. Produrre piccole opere da smerciare ai mercatini liberi durante le festività. Non crei reddito signifativo ma puoi risparmiare su tante spese facendo da te. È per tornare a far da sé si deve necessariamente crescere in cultura. Le soddisfazioni potrebbero arrivare quando e dove meno te le aspetti.anche quelle economiche.

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