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giovedì 16 novembre 2017

Mentre Noi dormiamo, Loro aumentano l'orario di lavoro

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Il mondo del lavoro stampella su cui poggia tutto il sistema sociale sta accorciando progressivamente sempre più la catena delle lavoratrici e dei lavoratori, burattini i cui fili sono tirati dal teatrino organizzato dalla violenza padronale e da multinazionali e banche, i quali con la complicità dei sindacati concertativi ci stanno riportando poco a poco indietro di  2 secoli,sempre meno diritti,orari massacranti con conseguenti maggiori restrizioni della libertà. 

Condividiamo il pensiero di un compagno il quale con il suo sfogo ci da un’idea molto chiara di quelle che sono le condizioni lavorative attuali



Di Giuseppe Giannini:

“Aumentano gli orari di lavoro fino a 10/11 ore al giorno un po alla volta con la scusante che c’è fretta per la consegna delle commesse, ti dicono anche che si tratta di un sacrificio di un mese un mese e mezzo e poi tutto tornerà alla normalità, attenzione però che per normalità è intesa una giornata di lavoro di 9 ore che con una turnazione contempla anche il notturno compresi i sabati e le domeniche!

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La risultante di tutto ciò è che in un mese arrivi a lavorare circa 250 ore cioè 70/80 ore oltre l’orario citato nel contratto nazionale, ma non finisce qui, lo straordinario notturno e i sabati e le domeniche vengono retribuiti tutti al 25%, facciamo due conti e vediamo un po quanti soldi vengono sottratti ad un lavoratore ormai relegato a schiavo con una catena alle gambe sempre più corta e privato della propria vita privata perché non ha più neanche il tempo di pensare a se stesso e agli affetti più cari. 

Penso che tutto questo sia solo una prova per il futuro, credo proprio che ci aspetterà un futuro dove se prima il padrone ti aveva tra le mani con queste “migliorie” (per la sua ditta che lui chiama famiglia) rischia di possederti definitivamente. 

Se non ci diamo una mossa e prendiamo coscienza del fatto che non sono quei 200 o 300 euro in più a cambiarci in meglio la vita ci aspetterà un futuro molto triste, ci sono molte cose di cui possiamo fare a meno iniziamo a limitarci negli acquisti futili e cominciamo a dire no prima che ai sindacati confederali non venga la bella idea di portare l’orario lavorativo a 250 ore mensili e dover poi accettare in silenzio. 

Continua su: http://anarchistintheworld.altervista.org/2017/11/15/male-peggioproprio-non-ci-si-vuole-liberare/