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giovedì 12 novembre 2015

Daniele inseguiva la carriera: “Poi ho capito e...ho venduto tutto”



«Sembrava, appariva e forse era una vita normale la mia – spiega –  ero titolare di un’agenzia immobiliare, avevo una ragazza con cui convivevo in un villino fuori città, il cane, l’auto nuova, lo smartphone, la televisione gigante, una vacanza ogni tanto, vestiti nuovi e la cena con gli amici il sabato.  
Improvvisamente la monotonia della mia vita è stata interrotta da una forza interiore che mi ha illuminato e mi ha riempito di entusiasmo, un coraggio e una felicità che non potevano più combaciare con la vita che fino allora avevo vissuto».

Daniele Miele ha fatto un passo decisivo, lo definisce «il viaggio della vita»: ha trovato il coraggio di vendere tutto. E ricominciare. Senza più inseguire la carriera, il denaro, gli oggetti. Lui dice: «Ho avuto un’illuminazione». E da lì è nato qualcosa di nuovo…


«Per me vendere tutto non è stato solo un gesto materiale, ma anche spirituale. Ha voluto dire fare tabula rasa di tutto ciò che pensavo di essere o di avere fino a un dato momento e ho ricominciato da zero». Daniele Miele ha 25 anni, si è dato il nome d’arte di Daniel Wendo, e ora racconta quella che non è più «una vita convenzionale».

Pensando alla vita che aveva vissuto fino a quel momento, a Daniele «veniva da ridere». Vende l’automobile, lascia l’ufficio, la ragazza, la casa, il telefono, il computer e tutto ciò che possedeva e parte alla volta del Costarica, «per ritrovare me stesso» dice.

«In Costarica è stato il viaggio della vita, della ricongiunzione con la natura, la semplicità, i piedi nudi sulla terra,  un viaggio anche spirituale che mi ha portato passo dopo passo a riconsiderare tutta la mia vita e a ricongiungermi con il lato più selvaggio, autentico e vero di me, scavando nell’intimo fino a risalire all’esistenza di Dio, la lettura del Vangelo che come una carezza del cuore riesce a curare le antiche ferite e a donarmi una nuova esistenza, una seconda chance, nuovi occhi e nuova vita!».


«Tornato da un viaggio del genere nulla è più come prima – prosegue Daniele – e quello di cui avevo bisogno era solo stare solo, allontanarmi dal telefono per un po’ (non ne uso uno da quasi 2 anni), rimettere insieme tutti i pezzi del puzzle e raccontarmi attraverso la musica». Daniele ha ripreso la chitarra e ha iniziato a scrivere canzoni che sono diventate un disco, “Chi è che mi disturba”.

«Il nome d’arte che mi sono scelto – spiega – è Wendo  che in lingua swahili vuol dire movimento che è quello che ho voluto mettere nella mia musica. Questo mio lavoro vuole anche essere un augurio a chiunque si metta all’ascolto: buon viaggio, che tutti possano riabbracciare la parte più viva e vera di sé, la sola parte che può renderci davvero felici».


Fonte: http://www.ilcambiamento.it/culture_cambiamento/daniele_miele_musica_costarica.html

Tramitehttp://lastella.altervista.org/la-storia-daniele-inseguiva-la-carriera-poi-ho-capito-e-ho-venduto-tutto/

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