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martedì 7 luglio 2015

La fabbrica uccide l'essenza dell'essere umano


"Povero, lieto e indipendente! - queste cose insieme sono possibili; povero, lieto e schiavo! - anche queste sono possibili - e agli operai della schiavitù della fabbrica, non saprei dire niente di meglio, posto che essi non avvertano in generale come un’infamia il venir adoperati in tal modo, ed è quel che accade, come ingranaggi di una macchina e come tappabuchi dell'umana arte dell'invenzione! Puah!

Credere che attraverso un salario più elevato possa esser cancellata la sostanza della loro miseria, cioè la loro condizione di impersonale asservimento. Puah! Lasciarsi convincere che attraverso un potenziamento di questa impersonalità si possa, all'interno del congegno meccanico di una nuova società, trasformare in virtù l'infamia della schiavitù! Puah! 
Avere un prezzo, per il quale non si è più persone, ma si diviene ingranaggi!

Non siete voi i cospiratori, nell'attuale follia delle nazioni che vogliono anzitutto produrre il più possibile ed essere il più possibile ricche? Starebbe a voi presentare il conto: quali grandi somme di valore interiore vengono gettate per un tale obiettivo esteriore! 

Ma dov'è il vostro valore interiore, se non sapete più cosa voglia dire respirare liberamente? Se non avete neppure un poco, voi stessi, in vostro potere? Se troppo spesso avete disgusto di voi stessi come di una bevanda stantia? Se prestate ascolto al giornale e sbirciate il vostro vicino, eccitati dal rapido salire e discendere di potenza, denaro e opinioni? Se non avete più fiducia nella filosofia che si veste di stracci, nella franchezza di chi è senza bisogni? Se per voi è divenuta motivo di scherno la volontaria e idillica povertà, la mancanza di professione e di matrimonio, quale dovrebbe proprio confarsi ai più spirituali tra di voi?


Ognuno dovrebbe invece pensar dentro di sè: 
"Meglio emigrare, in selvagge e fresche contrade del mondo a cercar di divenire padrone, e soprattutto padrone di me stesso: mutar luogo finchè continua ad ammiccarmi un qualsiasi segno di schiavitù; non abbandonare la strada dell'avventura e della guerra, e per i casi peggiori tenermi pronto alla morte, purchè sia finita questa indecorosa condizione servile."

Friedrich Nietzsche - Aurora (1879 e il 1881)

Parole scritte oltre 100 anni fa...

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