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martedì 5 maggio 2015

I giovani non hanno voglia di lavorare...e fanno bene!

"I giovani non hanno voglia di lavorare" Una frase ricorrente di questi tempi, tanto da sentirla quasi ogni giorno.

Certo la fanno facile gli adulti ben sistemati che hanno fatto soldi e carriera sull'onda degli anni ottanta e novanta, in pieno boom economico. Parlano facile coloro che hanno vissuto quando tutto era più facile, quando non serviva andare a leccare il culo all'agenzia di collocamento di turno e il lavoro si trovava semplicemente andando a fare domanda direttamente in azienda.

Quelli che giudicano i giovani d'oggi, sono i giovani di ieri, quelli che però al contrario dei giovani d'oggi, hanno goduto dei diritti conquistati con il sangue dai loro padri...






I giovani d'oggi non conoscono diritti, ma solo doveri, vengono viziati fino ai 18 anni e poi d'improvviso si dice loro: 
"Ora sei grande, trovati un lavoro e sii autonomo..."

E' normale che non abbiano voglia di lavorare se prima d'ora non hanno mai conosciuto doveri, nemmeno quello di lavare i piatti o rifarsi il letto. 


C'è poi da dire che se per "lavoro" intendiamo una mansione maledettamente monotona, che include di lavorare anche la domenica, con orari al limite della decenza umana, dove non ti resta più il tempo nemmeno per tirare il fiato, dove sei costretto a portarti un panino da casa perché quel taccagno del tuo padrone, perdono, "datore di lavoro", non ti paga nemmeno un pasto caldo (cosa che gli schiavi dell'antichità avevano come DIRITTO), e dove tutto sommato si guadagna cosi poco da coprire a malapena le spese del carburante, è normale che i giovani non abbiano voglia di lavorare...




Che dire poi di quei giovani che si sono fatti un culo tanto sopra i libri per ottenere un diploma e una laurea?! Anni di studio per trovarsi ad accettare un impiego in un Mc Donald o in un call center.

I giovani d'oggi non hanno voglia di lavorare? E fanno bene!
Guadagnarsi da vivere è una storia, elemosinare mansioni di merda, sottopagate, insensate, servili ed umilianti ed essere pure grati per l'opportunità di farlo è pura schiavitù, di quelle ben peggiori dei tempi della catena al piede e le frustate sulla schiena, perché questa schiavitù moderna spacciata da "necessità sociale", insegna ai giovani a prostituirsi per un lavoro di merda.

Ci ripetono che i giovani sono il futuro, allora perché vogliamo a tutti i costi adeguarli al nostro presente?

Daniele Reale




3 commenti:

  1. Sottoscrivo in pieno il concetto che si deve lavorare solo se ne vale la pena, se no il datore di lavoro dovrebbe rimanere senza lavoratori perchè nessuno sarà disposto ad andarci, esattamente come il negoziante che non vende i prodotti se il prezzo non è adeguato. Detto questo è innegabile che i giovani italiani purtroppo sono particolarmente rincoglioniti, lo dimostra il fatto che in pochissimi espatriano, non si ingegnano per trovare una soluzione ai loro problemi e invece rimangono a casa a lamentarsi senza muovere un dito per cambiare la situazione. Non li vedo lottare questi ragazzi, non dico che debbano cambiare il mondo, ma almeno fare levalige e trovarsi un altro posto più adeguato in cui vivere, invece o non ci provano nemmeno, o se ne tornano dopo poche settimane con la coda tra le gambe, perchè non sono riusciti ad adattarsi. Il fatto è che sono cresciuti viziati, non hanno mai dovuto lottare e combattere per ottenere qualcosa e questo ha prodotto generazioni di persone non in grado di costruirsi una vita migliore di quella che gli cade dal cielo (che indubbiamente allo stato attuale fa schifo), fatto che dovrebbe essere alla base dell'umanità e della sua evoluzione. Sono un po' menomati.

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  2. Comoliment per il post. Bravo!! Ma vogliamoparlare di quando trovi un lavoro di merda e ne vai pure fiero, il PADRONE ti dice pure che non hai fatto niete? Non dico essere pagata profumatamente,ma almeno essere gratificati!

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