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giovedì 30 aprile 2015

1° Maggio - Festa della Schiavitù

Ogni anno milioni di schiavi inconsapevoli festeggiano i loro "doveri" che essi credono ancora li rendano liberi. Sto parlando del controverso mondo del lavoro, una schiavitù sociale ruba vita, vista dagli schiavi come fonte di liberazione.




Il lavoro rende liberi? No, perché lavoro oggi significa precarietà, flessibilità e straordinari ormai obbligatori, licenziamenti facili, contratti a termine, in poche parole un ricatto legalizzato ad arte.

Non esistono i "datori di lavoro" ed i propri dipendenti, ma solo gli sfruttatori e gli sfruttati, aprite gli occhi, questa è la realtà dei fatti.
Oggi chiamiamo "datore di lavoro" quell'uomo che fino a ieri veniva chiamato capo o padrone.

Cambiano i nomi, ma i ruoli restano, c'è il forte e il debole, il ricco e il bisognoso...
Questa è una società basata sulla disuguaglianza e sull'ingiustizia, tuttavia gli schiavi si ostinano a credere di esser liberi e rispettati.



La festa dei lavoratori del 1° Maggio è l'ennesima pagliacciata propagandistica messa in atto dal potere. 

Essere "dipendenti" da qualcuno significa esserne schiavi, appunto perché non siamo autonomi...


Il lavoro dovrebbe significare passione e realizzazione, invece oggi si presenta come ricatto sociale.

L'arrivo delle macchine doveva liberarci dalla tortura del lavoro alienante figlia dell'era industriale, invece no, oggi lavoriamo quanto e più di prima. 
Oggi invecchiamo nelle fabbriche, negli uffici e nelle aziende, come topi in gabbia, mentre i nostri figli crescono nella solitudine...

Tutto questo per cosa? Per uno stipendio che spesso non ci permette certo di vivere, ma al massimo di sopravvivere. 
Lavorare 8 ore al giorno, 5 giorni su 7, tra straordinari e flessibilità, non la si può chiamare vita, ma solo schiavitù.




Gettare al vento la nostra vita per cosa alla fine? 
Per una macchina, un tetto e un telefono...

Eppure basterebbe cosi poco per vivere decentemente, basterebbe che la folla sfruttata si svegliasse e comprendesse che fino a quando esisteranno padroni sfruttatori che si arricchiscono sulle fatiche altrui, esisterà la povertà e la miseria.


Noi non abbiamo bisogno di più lavoro, perché ciò che produciamo supera di ben tre volte  la domanda, questo significa che stiamo producendo merce inutile che resterà invenduta.

La festa del 1° Maggio è la dimostrazione di tutti i nostri fallimenti, siamo esseri immaturi spiritualmente, per questo ci aggrappiamo tanto alla necessità di sgobbare sodo, abbiamo perso la creatività ed ora non sappiamo più inventarci un lavoro che ci piace, ma solo obbedire agli ordini di un padrone. Braccia forti e menti fiacche.



Tu non scegli un lavoro perché ti piace, lo scegli perché è una necessità
Temi che senza vendere il tuo tempo perderai il diritto alla vita su questo pianeta. 
Ebbene, come possiamo considerare il lavoro una liberazione?!

Fino a che "dipenderemo" da qualcun altro, non saremo altro che prigionieri. Dipendere significa temere, avere paura e la paura è uno strumento di controllo sociale.

Smetti di chiederti perché non c'é lavoro. Chiediti perché fanno in modo che non ci sia lavoro. Chiediti perché fanno fare straordinari e flessibilità a chi un lavoro lo ha già e preferiscono lasciare disoccupate milioni di persone, dove sarebbe molto più sensato dimezzare le ore di lavoro a 4 al giorno, dando cosi lavoro a tutti.

Io domani non festeggio e tu?


Daniele Reale

4 commenti:

  1. beh diciamo che sarebbe un inizio lavorare 4 ore al giorno per poi eliminare tutto il lavoro e ridistribuire le risorse con macchine tecnologiche avanzati sul web e pieno di esempi .

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  2. non succederà mai fino a quando gli sfruttati non comprenderanno appunto di essere sfruttati

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  3. http://davideragozzini.blogspot.it/p/smettere-questo-tempo-e-il-tempo-che.html

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  4. Lavorare poco (4 ore al giorno), lavorare tutti. La mia idea utopistica di sempre.

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