lunedì 10 luglio 2017

Non esiste la "voglia di lavorare"

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E' giunta l'ora di sfatare una volta per tutte il falso mito della voglia di lavorare perché non esiste una voglia di lavorare.

Il lavoro fin dai tempi antichi ha sempre significato fatica, sacrificio e tortura, sia fisica, sia psicologica, tant'è che il lavoro nei tempi antichi era riservato solo agli schiavi e ai servi (schiavi volontari).


Risultati immagini per voglia di lavorareA partire dall'Era Industriale invece, il lavoro, anche grazie alla propaganda ripetitiva della televisione, è stato magicamente trasformato in attività dignitosa, in aspirazione, in carriera, e così fino ai giorni nostri, dove lo schiavo è divenuto un servo volontario, particolarmente felice di trovare un lavoro, entusiasta nello svolgere ogni giorno le stesse azioni, euforico alla vista di un contratto fisso che lo lega alla monotonia fino alla vecchiaia.

Ed è sempre grazie alla propaganda del potere attraverso i mezzi di "informazione" che quell'attività odiata ed evitata nell'antichità, oggi rappresenta la massima aspirazione dell'essere umano, risulta naturale quindi che chi nel tempo non si è omologato al pensiero dominante è stato etichettato come scansafatiche, fannullone o semplicemente come uno che non ha voglia di lavorare.






Ma che cos'è la voglia di lavorare?





Le radici della parola lavoro come sappiamo rappresentano solo significati negativi: fatica, sforzo, travaglio, che deriva dal latino tripalium (strumento di tortura)!

Sarebbe sciocco dunque affermare che esistano persone con la voglia di fare fatica, di sforzarsi o di subire un travaglio fisico e mentale.

Certo ci sono persone che amano il proprio lavoro, come il pilota di F1, il calciatore, il politico, l'atleta o il musicista, ma essi svolgono il lavoro che hanno sempre sognato, o meglio quello che sono nati per fare...


Risultati immagini per leonardo da vinciLeonardo Da Vinci come Michelangelo dipingeva e certamente non provava stress o fatica nel dipingere, ma provate costringere un meccanico o un falegname a dipingere tutto il giorno e vedrete come questi odieranno la pittura e l'arte...


Perché? Per il semplice motivo che verrebbero costretti a fare un lavoro che non sono portati a fare, che non lo sentono dentro, nel cuore, nella propria anima, allora ha senso ancora criticare chi "non ha voglia di lavorare"?






No, perché la voglia stessa di lavorare non esiste.




Esistono solo dei ruoli a cui siamo portati fin dall'infanzia, e c'è pure il ruolo del lavoratore felice, che essendo nato privo d'ispirazioni, prova piacere nello svolgere compiti e mansioni per conto di altre persone, ed è giusto così, altrimenti il mondo sarebbe un vero e proprio caos.

Si, ci sono persone che amano semplicemente lavorare, svolgere una qualsiasi attività venga loro proposta, ma quest'ultime non dovrebbero criticare chi al contrario loro non vuole svolgere un qualsiasi compito assegnatole.

Ecco perché trovo il sistema attuale profondamente ingiusto e destinato a crollare, perché come può reggersi in piedi un sistema dove al posto di insegnarti a pensare a cosa davvero vuoi fare nella tua vita, ti spinge invece a trovarti un lavoro? Un qualsiasi lavoro?!


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La verità è che oggi non c'è una vera libertà di scelta e gli esseri umani sono sempre più costretti ad abbandonare i propri sogni e le proprie aspirazioni a favore di ruoli alienanti, stressanti e insignificanti, tutte piccole gabbiette gentilmente offerte dal sistema stesso, dove la gente si incastra a vita in cambio di uno stipendio sicuro a fine mese.

Questa è la morte dell'Anima, della qualità fondamentale umana che è la CREATIVITA', oggi non si crea più nulla, si lavora e si portano a casa i soldi, si costruiscono le case e si acquistano le macchine, ma i sogni? E si finisce così per morire come tanti consumatori, senza aver realizzato un vero e proprio scopo nella propria vita.

Consolatevi o voi che non avete voglia di lavorare, perché i sani in questo mondo malato siete voi, a cui hanno reciso le ali dei vostri sogni e delle vostre vere aspirazioni, e ricordate che non siete dei falliti, tanto meno degli scansafatiche, sono sicuro che se vi fosse data possibilità e tempo, trovereste anche voi il lavoro della vostra vita, quello per cui siete nati per fare.





Mandate a quel Paese chi vi dice che non avete voglia di lavorare!




Se ancora odiate svolgere mansioni per voi insignificanti significa solo che non sono ancora riusciti a corrompervi l'anima.


Daniele Reale

23 commenti:

  1. Ciao, ho scoperto oggi per caso il tuo blog sul lavoro schiavitù. Quando dico le stesse cose in RL ai miei conoscenti mi prendono per matto e sono arrivato quasi a pensarlo...Ma per fortuna vedo che non sono l'unico ad aver certi pensieri,la penso esattamente come te. Continua a scrivere!

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  2. Sono assolutamente d'accordo! Vivo in un posto (il Veneto) dove la mistica del lavoro ha livelli assurdi!

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    1. Dipende a che livelli..tra gli operai si ma tra le persone più colte ho notato che non ce questa mitizzazione..

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  3. Complimenti Daniele per il nobile uso di Statiche Parole....

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  4. Concordo in pieno con quello che dici. Molte persone non capiscono perchè sono ancora ingabbiate dai dogmi della società e non riescono ad avere un pensiero proprio, un pensiero libero.

    Grazie delle tue parole, mi fa piacere che ci sia qualcuno che si è liberato dal pensiero "collettivo"

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  5. Bravissimo, non esiste la voglia di lavorare, semmai la voglia di fare ciò che ci piace possibilmente guadagnando soldi per farlo!
    Come artista mi diverte sempre avere a che fare con i lobotomizzati che ogni volta che mi vedono mi chiedono "ma tu che lavoro fai?" e io "nessuno, faccio solo quello che mi piace fare", e l'espressione delle loro facce sarebbe da filmare per farci un documentario :)

    Voglio sottolineare che in Italia un artista non legato a gruppi di potere non emerge, fa al massimo quello che io e l'altro artista con cui lavoro, ovvero serate mal pagate e tanto meno capite, e deve auto prodursi la sua musica, i suoi video, tutto (ma poco male, siamo abituati ad auto produrci anche molto del cibo che mangiamo per non farci avvelenare dal supermercato, altro lager schiavista), per cui a breve torneremo all'estero, dove la vita come individui e come artisti è meno ardua e più sensata, e comunque regala una serenità e possibilità di attuare progetti che ormai in Italia non ti sogni manco la notte.

    Saluti da una tua assidua lettrice (che ti segue dal blog precedente), buon..."lavoro" ;))

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  6. Leggo solo ora quanto scritto... e ti dico che hai TROPPO RAGIONE. Hai veramente colto nel segno!!! Il tuo ragionamento non fa una piega.

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  7. credo che la voglia di lavorare dipenda anche dalle persone ,umili ed umane che si incontra nel propio ambito lavorativo. ..non vale la concorrenza ignorarante e'non creativa

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  8. Sì così si creerà una massa di fannulloni rimpiazzata dai migranti e distrutti a livello industriale dalle nuove potenze mondiali (quelli guarda caso queste Pippe non se le fanno, lavorano e via)

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  9. che dire.. non ho mai avuto voglia di lavorare,ma ho sempre lavorato per mangiare..vedo vicino a me persone che hanno sempre lavorato poco...ma si trovano male... non hanno il minimo che gli serve...penso comunque che chi lavora troppo ha qualche problema...

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  10. il meccanismo è troppo complesso per essere semplificato... Io farò un lavoro che non mi piace per tutta la vita, ormai mi sono rassegnata. Da Lombarda ti dico che il mio mito di vita è il sud, magari sul mare... magari vivendo di espedienti, poi ti domandi "e i servizi? e i trasporti? e il sistema sanitario?" Dove si lavora tanto certe cose funzionano meglio. Parti solo da cosa ti trovi quando vai in un ospedale al sud e uno al nord... Quindi alla fine ti dico vanno bene i sogni e le utopie... Ma alla fine si deve sempre comunque fare i conti col mondo reale.

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  11. Nel sistema della penalità: per la prima volta nella storia dei sistemi penali non si punisce più tramite il corpo o i beni, ma tramite il tempo di vita.Il TEMPO che resta da vivere:è di questo che si approprierà la società per punire l'individuo. Il tempo si scambia con il potere:dietro la forma salario la forma di potere messa in atto dalla società capitalista ha essenzialmente l'obbiettivo di eserctarsi sul tempo degli uomini; l'organizzazione del tempo operaio nella officina, la distribuzione e il calcolo di questo tempo nel salario, il controllo del tempo libero, della vita operaia,il risparmio, le pensioni--Il modo in cui il potere ha inquadrato il tempo per poterlo controllare da cima a fondo ha reso possibile storicamente e in termini di potere, l'esistenza della forma salario.E' stata necessaria questa presa di potere globale sul tempo.Cosi ciò che ci permette di analizzare in un colpo solo il regime punitivo dei delitti e il regime disciplinare del lavoro è il rapporto tra il tempo di vita e il potere politico. la repressione del tempo e per mezzo del tempo è questa specie di continuità tra l'orologio dell'officina, il cronometro della catena di montaggio e il calendario della prigione.

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  12. E se non avessi proprio voglia di fare nulla?
    Dopotutto non ho chiesto io ai miei genitori di concepirmi.
    Cioè questi due si sono fatti una sc.0pata e, a causa di ció, dovrei passare il resto della mia vita a fare la stessa mansione fino quando avró piú di 60 anni per ottenere una pensione inferiore a quella si un qualsiasi politico che ha il vitalizio dopo un solo solo anno di mandato?
    Ma non se parla proprio.

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    1. Pensavo di essere un folle a pensarla così...ma ho trovato te.....mi rincuori.......però la soluzione x fuggire da questa gabbia?...

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  13. Concordo pienamente. Io non ho mai avuto voglia di fare nulla!

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  14. Hai proprio ragione,io lavoro in un call center non so neanche cosa faccio ma lo faccio seguendo la procedura e in tempi ridottissimi, altrimenti i padroni non guadagnano, con un sottofondo di strilli da parte dei team leader.Come può non piacere?

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  15. Vorrei fare mille cose e nessuna c'entra con ciò che invece faccio. Vorrei solo scappare via e non dover rendere conto a nessuno..

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  16. Giusto. Ognuno dovrebbe poter realizzare i propri sogni...ma non ha tutti è dato. Il resto sarà routine e sopravvivenza.

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  17. Molte volte non e' la non voglia di lavorare , ma essere costretti a sopportare le persone che ci sono accanto , le quali fanno i medesimi discorsi tutti i giorni.
    Un no coment sui vari leccaculo

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  18. La penso anche io così ma i soldi ci vogliono per vivere in maniera dignitosa

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  19. Anche io la penso così ma non mi piacciono nemmeno quelle persone che vivono sulle spalle di altri che si fanno il culo, non lo trovo giusto. Il problema sono sempre i soldi, non puoi fare nulla al giorno d'oggi senza, nemmeno seguire i tuoi sogni...

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