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lunedì 25 maggio 2015

Schiavi che votano padroni

"Essere schiavo significa essere costretto a lavorare per qualcun altro, proprio come essere padrone significa vivere sul lavoro di qualcun altro. Nell'antichità gli schiavi erano chiamati in tutta onestà "schiavi". Nel Medioevo presero il nome di "servi"; oggi essi vengono chiamati "salariati". La condizione di quest'ultima classe comporta molta più dignità ed è meno dura di quella degli schiavi, ma nondimeno essi sono costretti, sia dalla fame sia dalle istituzioni sociali e politiche, a mantenere altra gente in completo o relativo ozio attraverso il loro eccessivo e faticoso lavoro. 
Di conseguenza, sono schiavi. 



Secondo la legge il popolo è sovrano, ma non nei fatti. 
Il singolo lavoratore è troppo oppresso dalla sua fatica e dalle sue preoccupazioni quotidiane per trovare il tempo necessario alla propria istruzione. Poichè è necessariamente occupato nel lavoro quotidiano che non lascia tempo libero, e quindi, se non totalmente ignorante, ha una cultura nettamente inferiore a quella della classe media e proprietaria, esso è costretto a lasciare la pretesa sovranità nelle mani della classe media. Questa finzione di un governo pseudo-rappresentativo serve a dissimulare il dominio sulle masse da parte di un pugno di individui privilegiati, un'elite eletta da orde popolari che si ammassano senza sapere per chi o per che cosa votano.


Un inganno tra i più dannosi poichè lo fa apparire come l'espressione della cosiddetta volontà popolare."


Michail Bakunin

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