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lunedì 14 marzo 2016

USURA BANCARIA: Dal Medioevo ai giorni nostri



Di Tom Hodkinson

Le banche sono il male. Potrà sembrarvi una semplificazione eccessiva del problema dei soldi e dei debiti, ma, fino a non molto tempo fa, era vero in senso letterale.

  Dall'Alto Medioevo fino al 1500 e oltre, il prestito a interesse (o usura) era rigorosamente proibito a chiunque volesse seriamente salvarsi l'anima. 
Era peccato, era proibito, era male perchè il tempo era un dono di Dio, e dunque non poteva essere oggetto di compravendita.



L'usura si opponeva agli insegnamenti cristiani perchè comportava lo sfruttamento del prossimo quando questi era caduto in difficoltà: 
è in questo, dopotutto, che consiste il prestito a interesse. Era visto anche come un modo pigro di far soldi, dal momento che per ottenere un profitto bastava aspettare.
L'usura non era un vero lavoro, non creava nulla e generava dolore.



Le operazione bancarie, sono state inventate a Firenze nel Duecento, dalla grande famiglia Medici.

In qualche modo costoro riuscivano a combinare usura e santità, forse perchè erano i banchieri del papa.



Con le guerre, i governi si indebitavano fino al collo. 
Quando le monarchie volevano raccogliere fondi per una guerra, accettavano prestiti da una famiglia ricca come i Baring
Baring (seconda solo ai Rothschild) richiedevano un interesse su questi mutui, il che conduceva la nazione all'indebitamento cronico. Secondo Cobbett, fu Enrico VIII a mettere in moto questo sistema.
A quei tempi, però, le banche non avevano molto potere, limitandosi a esercitare un certo ascendete sui governi o sulla monarchia, oggi, invece, queste aziende colossali si prendono tutti i nostri soldi.


E ciò, naturalmente, oltre alle tasse 
che paghiamo sul reddito, che tornano 
in mano alle banche come interesse sui prestiti governativi destinati a finanziare 
guerre passate o future...


L'uomo della strada può sentirsi moralmente superiore ai banchieri.
L'autopubblicità delle banche, basata sul "ci prenderemo cura di te", è soltanto questo: pubblicità, un trucco del marketing, una tecnica seduttiva. 
A loro interessa il massimo profitto, e questo è quanto.






Dunque non dovreste mai sentirvi in colpa per essere andati in rosso: loro sfruttano il vostro senso di colpa per farvi credere di aver meritato i loro tassi d'interesse da usurai, quei costi di gestione e le tasse extra che vi impongono senza neppure chiedervi il permesso. Davvero i banchieri sono esseri immondi! E la cosa sorprendente è che noi, le masse servili, mostriamo loro gratitudine quando ci concedono un fido!



Le banche amano i clienti indebitati. 
Li adorano, ci guadagnano molto. Commerciano in debiti, li vendono ai fondi di investimento e gente simile. 
E' per questo che ci spronano a spendere tutti i nostri soldi e addebitare sulla carta di credito quella splendida vacanza, la nuova automobile o il televisore.




E' per questo che gli usurai non badano a spese per pubblicizzare i loro "servizi finanziari", gran bell'eufemismo per "usura" in tv.
In realtà ogni spot vi invita a spendere soldi, e la maggior parte fa proprio questo, è pubblicità gratuita per le banche, perché più spendete, più loro si arricchiscono.



Più è alto il vostro stipendio, 
più alti saranno i vostri debiti. 


Con un processo stranamente paradossale, sembra che avere un impiego faccia aumentare i nostri debiti anziché ridurli, come potrà confermarvi ogni schiavo salariato.

Fonte: Tom Hodkinson - La Libertà come Stile di Vita

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