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martedì 8 marzo 2016

NOI, TRADITORI DI NOI STESSI


Alcuni giorni fa, un utente mi ha inviato queste righe di Ètienne De La Boétie. Devo dire che mi hanno davvero colpito e ho deciso di condividerle con voi:

"Colui che tanto vi domina non ha che due occhi, due mani, un corpo, non ha niente di più dell’uomo meno importante dell’immenso ed infinito numero delle nostre città, se non la superiorità che gli attribuite per distruggervi

Da dove ha preso tanti occhi, con i quali vi spia,
 se non glieli offrite voi? 

Come può avere tante mani per colpirvi, se non le prende da voi? 


I piedi con cui calpesta le vostre città, 
da dove li ha presi, se non da voi? 


Come fa ad avere tanto potere su di voi, 
se non tramite voi stessi?


Come oserebbe aggredirvi, se non avesse la vostra complicità? Cosa potrebbe farvi se non foste i ricettatori del ladrone che vi saccheggia, complici dell’assassino che vi uccide e traditori di voi stessi

Seminate i vostri frutti, affinché ne faccia scempio. 
Riempite ed ammobiliate le vostre case, per rifornire le sue ruberie. Allevate le vostre figlie perché abbia di che inebriare la sua lussuria. 




Allevate i vostri figli, perché, nel migliore dei casi, li porti alla guerra e li conduca al macello, li faccia ministri delle sue bramosie, ed esecutori delle sue vendette. 

Vi ammazzate di fatica perché possa trattarsi delicatamente nei suoi lussi e voltolarsi nei suoi piaceri sporchi e volgari. Vi indebolite per renderlo più forte e rigido nel tenervi la briglia più corta. E di tutte queste indegnità, che neanche le bestie potrebbero accettare o sopportare, voi potreste liberarvi se provaste, non dico a liberarvene, ma solo a volerlo fare. 


Siate decisi a non servire più, ed eccovi liberi. 

Non voglio che lo scacciate o lo scuotiate, ma solo che non lo sosteniate più, e lo vedrete, come un grande colosso al quale è stata tolta la base, piombare giù per il suo stesso peso e rompersi. "

Tratto da Discorso sulla servitù volontaria, di Ètienne De La Boétie. 

1 commento:

  1. Questo testo, che è stato scritto nel 1500,(o giù di lì) lo possiedo in versione integrale; è molto più lungo del sunto scritto qui e ancora attuale. Lo lessi per la prima volta all' età di 15 anni e ne rimasi stupito (oggi ne ho 66). Stupito non tanto per quello che dice De La Boètie
    ma per il fatto che vedevo nel comportamento umano una palese corrispon-
    denza al testo e alle parole dello scrittore: Già 500 anni fa! Io, anticon-
    formista per eccellenza,ribelle di carattere, ho avuto le mie difficoltà a vivere in una società simile...aveva ragione! E' il Popolo che dà il potere
    ai governi, oggi come ieri. Non se ne uscirà mai finchè l'uomo sarà servile
    e suddito e smetterà di inchinarsi ad assassini e criminali che lo massa-
    crano in ogni momento della vita, dalla nascita alla morte! In questo anche
    Proudhon ha fatto scuola: Il Governo...docet!!

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