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mercoledì 30 settembre 2015

La legge italiana punisce pesantemente chi pratica il reato di "lavoratore"




Un amico ci scrive il suo pensiero riguardo al lavoro:

"La legge italiana punisce pesantemente chi pratica il reato di "lavoratore" con una confisca del denaro così illecitamente guadagnato che può arrivare fino al 70%, 80% dalla somma ricavata. La confisca viene effettuata tramite speciali multe denominate "imposte" o "tasse".

Lo Stato è particolarmente attento al problema del lavoro, tanto da inviare ripetute multe nel corso dell'anno ai lavoratori in modo da dissuaderli da questa perversa attività. lo Stato inoltre continua a portar avanti una campagna denigratoria contro il lavoro attraverso l'utilizzo dei mass-media

Infatti, facendo vedere agli aspiranti lavoratori il successo di personaggi che non hanno mai fatto una beata minchia come per esempio calciatori, veline, partecipanti di reality, politici ecc. spera di dissuaderli dal loro turpe proposito.

Per di più, ricerche scientifiche serie, hanno dimostrato che un lavoratore si ammala più spesso di chi se ne sta per i cazzi propri in santa pace come tutti i bravi Cristi.

L'evidente rincoglionimento indotto dall'innaturale sacrificio psico-fisico che il lavoro comporta (sacrificio che poi al 90% non serve un cazzo a nessuno, a causa dell'organizzazione demenziale del lavoro) è responsabile di un forte calo della fantasia, della creatività, della longevità, dell'efficienza cerebrale, della salute mentale, del tempo dedicato alla famiglia, allo sport, alla ricerca solitaria di una propria identità. 

Il lavoro è insomma il cancro dell'esistenza umana che nessuno vuole curare fino in fondo, unicamente per la malcelata e scazzata invidia dei lavoratori verso chi non lavora mai e mai lavorerà alla faccia di tutti."

N.K

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