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giovedì 17 settembre 2015

"Riparatori di ingiustizie", ecco chi erano i luddisti


Il luddismo è stato un movimento di sabotatori che agì principalmente in Gran Bretagna, soprattutto nei primi decenni del XIX secolo, opponendosi in questo modo alla violenza dell'industrializzazione forzata e alle conseguenze che ne derivarono. Il luddismo trae il suo nome da Ned Ludd, operaio, sulla cui effettiva esistenza non si hanno certezze, che sarebbe divenuto il leader dei rivoltosi.

Come ben sappiamo, la Rivoluzione Industriale, sconvolse fin da subito la vita dell'uomo rendendolo molto simile alla bestia, lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo si accentuò più di ogni altra epoca vissuta in precedenza. Il mutamento socio-economico fu devastante, il lavoro divenne alienante e monotonoI luddisti furono i primi "ribelli" a questo insensato stile di vita, fatto di lavoro e sofferenze, e compirono atti di sabotaggio verso le macchine e le fabbriche, distruggendole o appiccandone il fuoco.

Nel 1779 in Ighilterra, dopo essere stato frustato con l'accusa di pigrizia sul lavoro o dopo essere stato schernito da giovani del posto, un operaio distrusse due telai per maglieria in ciò che fu descritto come un «impeto di passione»

Si dice che il rivoluzionario Ned Ludd, fosse solo un invenzione propagandistica per unire gli animi ribelli e libertari sotto lo stesso tetto, che all'epoca si facevano chiamare “Riparatori di ingiustizie”.  I luddisti si scagliarono violentemente contro la presenza delle macchine nelle fabbriche, considerate una vera e propria minaccia alla loro vita (alienazione, perdita del lavoro, ecc.

Tom Hodgkinson di loro scrive:

"Si architettano piani al pub, poi, molte lune dopo, si attaccano edifici, si colonizza Trafalgar Square, si occupa un'università.
Come uno spettacolo, la sommossa ha una sua particolare efficacia. Gesù era un facinoroso: rovesciò i banchi dei cambiavalute, creando un precedente per milioni di visionari idealisti.



Guidati dal mitico re Ludd, i luddisti si infiltravano di notte nelle fabbriche e rompevano le macchine. Colpivano dritto al cuore del problema. Era la macchina che stava distruggendo la qualità della loro vita, e che minacciava di trascinarli con sé in basso, riducendo gli uomini ad automi. (...)

Era contro la natura schiavista della nuova etica del lavoro che i ludddisti si erano ribellati e per i cui crimini erano stati uccisi dallo Stato. (...) 

In tutte queste sommosse si possono vedere le ultime disperate proteste contro il nuovo dogma del lavoro, gli spasmi finali di una nazione indipendente prima che si arrendesse alla schiavitù dell'industrialismo. La propaganda ufficiale mette in cattiva luce questi sforzi, e ignora i motivi del risentimento.


Un parlamentare inglese di nome John Wilkes, scrisse nel 1757 un passo visionario che gli costò l'incriminazione per diffusione di scritti diffamatori e sovversivi:

"Il governo ha diffuso lo spirito della discordia nel Paese, 
e io profetizzo che esso non si estinguerà mai 
se non con l'estinzione del potere del governo. 
Un popolo assennato come l'inglese capirà che uno spirito 
di concordia, quando si è oppressi, 
significa mite sottomissione all'offesa, 
e che uno spirito di libertà dovrà dunque levarsi, 
e io sono sicuro che si leverà, in proporzione 
al peso del rancore che il popolo prova."









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