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lunedì 13 luglio 2015

OFFESE E INSULTI ALLA COMMESSA DIVENTATA MAMMA



Ancora follia, ancora abusi da parte dei datori di lavoro nei confronti dei propri dipendenti, la storia che vi sto per raccontare riguarda una donna diventata, dopo tante difficoltà, madre di due gemelline.

La donna, terminata la maternità, è rientrata regolarmente al lavoro e da allora è iniziato il suo incubo. La direttrice commerciale del negozio di telefonia dove lavorava, prima le ha suggerito di non rientrare proprio, invitandola in poche parole ad andarsene, poi ha deciso di negarle il part-time, indispensabile per prendersi cura delle sue piccole gemelle, infine, dopo aver ricevuto dopo tre giorni dal suo rientro una chiamata da parte della sua dipendete, che voleva avvisarla di un ritardo, causa problemi di salute di una delle sue bambine, l'ha ricoperta di insulti, offese e minacce tra cui una gravissima: "Speravo tu fossi sterile"

La commessa-mamma, quel giorno si stava recando in ospedale, la sua bambina si era riempita improvvisamente di macchie rosse sulla pelle, a quel punto chiama la direttrice e parte il finimondo.

Per fortuna in macchina c'era anche sua sorella che sente tutta la conversazione telefonica attraverso il viva-voce e quindi testimonia poi ciò che sente in tribunale:

«Per colpa tua e dei tuoi figli ho dovuto assumere 
un'altra persona, se non vieni al lavoro alle 15.30 in punto
 ti faccio il culo, mi sono rotta il ca**o di te e dei tuoi figli 
e non me ne frega un culo se tua figlia sta male."

"Procurati una fottuta baby sitter, vendi l'auto se non puoi pagartela, devi rientrare al lavoro di corsa e stai attenta 
perché questo è l'ultimo avvertimento che ti do»

Una volta terminata la visita pediatrica, la mamma-commessa richiama nuovamente la direttrice, per avvertirla che arriverà al lavoro puntuale, vista la velocità della visita, a quel punto però la direttrice riparte con le offese e le minacce:

«col tuo atteggiamento da mamma mi offendi, 
hai rotto con questa malattia, ricordati che ho soldi, 
conoscenze e potere per rovinarti, 
non mangio grazie al punto vendita e 
posso tirare fuori i soldi per farti il culo in due». 

A quel punto la commessa attacca e poi richiama, per sentirsi dire:

 «scordati il part time che mi hai chiesto, 
devi farti il culo a lavorare 
dato che sei una super mamma e hai voluto dei figli… 
vedremo quanto sei dura; ti ho assunto sperando fossi sterile 
ed è solo grazie alle terapie che me lo hai tirato in culo»

L'episodio finisce in tribunale, ma alla sentenza di primo grado è la mamma-commessa a perdere, beffata anche dal dover pagare le spese legali alla direttrice e suo marito, titolare del negozio.
Il tutto accadde nel lontano 2010, pochi giorni fa per fortuna la situazione si ribalta a favore della mamma che appellatasi alla Corte d'Appello si vede risarcire di ben 10.000 per le offese ricevuto.

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