Google+ Followers

martedì 12 maggio 2015

La danza macabra degli automi moderni



"Escono dagli uffici, dopo la giornata di lavoro, 
guardano le case e le piazze con un'aria soddisfatta, 
pensano che è la "loro" città, una "bella città borghese". 

Non hanno paura, si sentono a casa loro. 
Non hanno mai visto altro che l'acqua addomesticata 
che esce dai rubinetti, che la luce che sprizza dalle lampade 
quando si preme l'interruttore, che gli alberi meticci, 
bastardi, che vengono sorretti con i pali. 

Hanno la prova, cento volte al giorno, 
che tutto si fa meccanicamente, 
che il mondo obbedisce a leggi fisse e immutabili. 

I corpi abbandonati nel vuoto cadono tutti con la stessa velocità, 
il giardino pubblico viene chiuso tutti i giorni alle sedici d'inverno, e alle diciotto d'estate, il piombo fonde a 335 gradi, 
l'ultimo tram parte dal municipio alle ventitrè e cinque. 

Son pacifici, un po' malinconici, pensano a Domani, cioè, semplicemente, ad un altro oggi; 
le città non dispongono che d'una giornata 
che ritorna sempre uguale ogni mattina. 
La si impennacchia un po' la domenica. 

Che imbecilli. 
Mi ripugna pensare che sto per rivedere le loro facce 
ottuse e piene di sicurezza."

Jean-Paul Sartre - La Nausea


Nessun commento:

Posta un commento